Ritorno al Medioevo

Il 2018 sta finendo e purtroppo ci sta già facendo vedere cosa sarà il 2019.

Cominciamo dall’inizio. 

Gennaio 2018 entra nel vivo la più lunga e disastrosa campagna elettorale che l’Italia Repubblicana ricordi. Le promesse nei tre schieramenti si susseguono.

Il PD nei sondaggi paga lo scotto di 5 anni con tre governi cambiati, l’alleanza occulta con Forza Italia e l’enorme Ego di Matteo Renzi che trasforma un partito pubblico in un partito personale.

Il M5S raccoglie i risultati delle bugie di Renzi e delle loro, ed approfittando di una disaffezione generale raccoglie sempre più consensi.

I partiti di destra capitanati dal vecchio squalo Berlusconi sembrano non sfondare.

A marzo si vota ed i risultati confermano quello che i sondaggi raccontavano. Il M5S è il partito di maggioranza relativa, il Pd arretra sprofondando sotto il 20%. La Lega diventa il partito di destra più forte.

Con questi numeri il Governo non si potrebbe fare, ma, e lo dico già dal giugno 2017, la Lega ed il M5S si accordano facendolo passare per un contratto di Governo. La realtà e che probabilmente le parti sono mesi che s’incontrano e condividono le idee. Casaleggio tieni i suoi in pugno attraverso un contratto con penali fino a 200.000 euro (ed a fanculo il divieto di vincolo di mandato previsto dalla Carta Costiuzionale) e si fa quello che dice lui. 

A Giugno firmano questo falso contratto, giusto per giustificare l’alleaza ai rispettivi elettorati non molto svegli ed anche molto ignoranti, cresciuti a Bufale e fake news attraverso una catena di siti come tezetze.

Il Primo ministro viene scelto adeguatamente per non contare nulla ed eseguire gli ordini che arrivano dai due veri leader Salvini da una parte e Casaleggio/Grillo dall’altra attraverso l’insignificante On. Di Maio.

Ma il primo vero provvedimento viene promulgato da quest’ultimo che travolto dalla popolarità del leghista si fa approvare il “Decreto Dignità” che senza consultare le parti coinvolte (aziende, sindacati) va ad intaccare il settore del gioco e quello del lavoro. Un Decreto populista che prevedeva più danni che benefici. Ed infatti ad oggi quando scrivo i posti di lavoro persi sono una marea, sia perché i tempi determinati non vengono rinnovati a causa della legge scritta malissimo, sia perché tutto il settore del gioco è colpito in maniera abbastanza rude provocando ulteriori licenziamenti.

Fortunatamente fino ad ottobre non ci sono altri provvedimenti che possano danneggiare l’economia del Paese, ma si susseguono le parole al vento pronunciate attraverso i social del duo Salvini e Di Maio.

E’ a fine anno che arrivano le peggiori notizie. La legge di Bilancio è un disastro, vengono al pettine le bugie dette dal M5S sul reddito di cittadinanza pensioni d’oro e pensioni sociali. Nel frattempo la Lega prende tutto, condono, flat tax, legge sulla sicurezza e Salvini che vola nei sondaggi.

Dall’inizio dell’attività di questo governo gli italiani hanno portato in Svizzera più di 11 miliardi, le aziende in mancanza di investimenti scappano via.

La Decrescita felice propagandata dai grillini che ha praticamente fermato le economie delle città da loro governate (Roma, Torino e Livorno in primis) sta cominciando a dare i frutti negativi anche a livello nazionale. 

Il modello sicurezza propagandato da Salvini sta provocando l’esatto contrario, tante persone senza più una casa ed un lavoro disperate sono potenzialmente pericolose per tutti. Le armi, che lo stesso Salvini ne sta liberalizzando il possesso, peggioreranno la sicurezza in quanto le nostre città potrebbero diventare un FarWest.

Purtroppo a molti italiani tutto ciò piace. Fondamentalmente Razzisti, ipocriti ed ignoranti, gli italiani hanno sempre premuto per l’uomo forte che li comandasse a bacchetta e liberandoli dal peso di decidere per loro.

Da Craxi a Berlusconi passando per Renzi, la ricerca del “dittatore” negli ultimi anni non si è mai fermata. E forse oggi i miei compatrioti hanno finito di cercare.

Salvini onnipresente su tutti i mezzi di informazione e sui social è riuscito in un capillare lavaggio del cervello che nemmeno la potente macchina di fake news della Casaleggio Associati era riuscito a fare.

Il futuro è nebuloso, la luce non si intravede, e giustamente l’Europa si allontana. 

I 100 giorni del primo governo sovranista della breve storia Repubblicana

Il 4 marzo 2018 le lezioni nazionali hanno visto vincere il Movimento cinque stelle con oltre il 30% dei voti e la Lega Nord che passa dall’8% al quasi 20%. Dopo varie manfrine costruite ad hoc per sviare l’attenzione di un accordo Lega Casaleggio già fatto mesi e mesi prima delle elezioni, Mattarella da l’incarico di Governo ai due vincitori (Salvini e Di Maio) che per far finta di essere non legati alla poltrona ma solo agli  interessi della ‘ggente mettono il passacarte Conte alla Presidenza del Consiglio. I due si riservano i Ministeri di poca importanza, l’Interno, lo Sviluppo economico ed il Lavoro.

Siamo ormai arrivati alla fine di settembre, il Governo ha decreto poco. Il Decreto Dignità, nome roboante per un Decreto stupido che ha peggiorato la situazione dei dipendenti a tempo determinato che contano ad oggi oltre 50.000 non rinnovati. Ma che ha peggiorati i conti dello Stato in quanto il Ministro dell’economia ha dovuto depennare dalle entrate previste svariati miliardi provenienti dalla pubblicità sul gioco solo parzialmente coperti dall’aumento del PREU (prelievo erariale sui concessionari del gioco slot e vlt).

Più di 100 giorni dove i nostri eroi Salvini e Di Maio si sono rincorsi sul terreno del populismo con incredibili dichiarazioni-sparate su migranti, vaccini, flat tax, reddito di cittadinanza. Tutto sfruttando i social network ed in TV con interviste ed interventi nei Talk senza contraddittorio con domande preorganizzate e la clake pronta ad urlare ad ogni alzata di voce o di dito.

Indegno lo spettacolo che Di Maio Salvini e Toninelli hanno dato ai funerali di Genova a causa del crollo del ponte Morandi. La clake che applaudiva (organizzata?) e gente che si accalcava a  chiedere selfie alle nuove star italiche.

Adesso tocca prendere le vere decisioni per varare il documento economico-finanziario per i prossimi anni, ma le premesse non sono buone. Salvini deve pagare la tassa con i suoi elettori e Di Maio con le sue clientele.

Salvini propone di diminuire le tasse alle classi più agiate con redditi annui superiori ai 100.000 euro, mentre Di Maio è alle prese del varo del Reddito di Cittadinanza per regalare un pò di soldi pubblici a chi un lavoro non ce l’ha o è a nero.

In entrambi i casi si prevedono abbattimenti di servizi, aumenti di tassazione indiretta, condoni a pioggia per rastrellare più denaro possibile da versare su questi due mastodontici progetti populisti dei due partiti al governo.

Il seguito di questi due partiti insieme ormai supera il 60% negli ultimi sondaggi, e la maggior parte è costituita da persone poco o per nulla informata o addirittura incapace di farlo. Persone che si abbeverano ai siti di questi due partiti che pubblicano una marea di notizie non veritiere o addirittura false.

 

Fra una settimana con la pubblicazione di questa documento potremmo capire meglio dove questo Governo vuole arrivare

 

Corsi e ricorsi storici

Dopo le elezioni del 1922 i numeri ottenuti non davano la possibilità a nessuno di formare un Governo.  Alla camera dei Deputati, Benito Mussolini, che aveva più voti ma non la maggioranza, non avrebbe mai potuto formare un proprio governo. Mussolini cominciò un a serie di trattative che egli condusse per tutto il mese di ottobre, gli bastò inserire qualche esponente liberale, democratico e popolare nella compagine governativa e tra i sottosegretari, per raggiungere il proprio scopo.

Il 19 novembre del 1922, la Camera votò con larga maggioranza la fiducia al Governo Mussolini. Fra coloro che votarono a favore, figuravano nomi importanti del panorama politico italiano: GiolittiSalandraFactaBonomiOrlando, e anche due personaggi destinati a divenire molto importanti nel futuro: Gronchi, futuro presidente della Repubblica Italiana nel dopoguerra, e Alcide De Gasperi, futuro Presidente del Consiglio nell’immediato dopoguerra. Questi voti vennero dati a Mussolini, nonostante egli, in occasione della presentazione alla Camera del nuovo esecutivo, avesse minacciato i deputati presenti, facendo loro presente che se solo avesse voluto, avrebbe potuto facilmente ottenere con la forza la fiducia del Parlamento. Tutto ciò avvenne senza che l’allora Presidente della Camera dei Deputati Enrico De Nicola, che diverrà in seguito il primo Presidente della neonata Repubblica Italiana, intervenisse, anzi, egli diede il proprio voto al nuovo Governo.

A fine novembre, anche il Senato accordò la fiducia al Governo Mussolini, che non ancora soddisfatto, e siccome gli altri Ministri non agivano come lui chiedeva, il 24 novembre chiese ed ottenne dal Parlamento i pieni poteri per un anno. Divenne, quindi, Presidente, Ministro degli Interni, degli Esteri, poi dell’istruzione e Ministro della Guerra. Cariche che non assunse tutte insieme, quindi, ma man man che prendeva potere e consensi ( http://storia.camera.it/governi/i-governo-mussolini )

I suoi primi decreti legge vennero accolti come un ringraziamento da quanti lo avevano sostenuto nella sua scalata al potere: industriali e ricchi possidenti terrieri. Venne infatti abolita la nominatività dei titoli azionari, alla quale fecero seguito le privatizzazioni e la soppressione della tassa di successione familiare. Vennero quindi ridotte l’imposta sugli immobili, e sulla ricchezza mobile, estesa anche agli stipendi dei lavoratori pubblici e parastatali. I possidenti terrieri vennero invece premiati con lo sblocco dei fitti e con il blocco di ogni progetto di riforma agraria: a subirne le conseguenze furono i contadini ed i mezzadri, gravati di una nuova imposta. A subire le maggiori ritorsioni furono i ferrovieri, che con la loro lotta erano stati un esempio per tutte le altre categorie di lavoratori: molti di loro vennero licenziati con la scusa di un esubero di personale o con altre motivazioni. la festività del 1° Maggio venne abolita e al suo posto venne inventato il Natale di Roma, che cadeva il 21 aprile. Nel corso di quel periodo nel quale Mussolini ebbe i pieni poteri, venne costituito un esecutivo che divenne successivamente organo costituzionale: il Gran Consiglio del Fascismo.

Il 14 gennaio 1923 venne costituita la Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale, nella quale affluirono le fedeli camicie nere, che giuravano fedeltà a Mussolini ma non al re. Questo corpo paramilitare svolgeva compiti di polizia territoriale ed era stipendiata dallo Stato. Per entare a far parte di questi reparti, occorreva essere iscritti al Partito Nazionale Fascista. Tutti coloro che in precedenza erano a capo delle squadre fasciste, che in precedenza si erano macchiate dei più svariati crimini, divennero ufficiali della M.V.S.N. il cui primo console, grado corrispondente a quello di colonnello, fu Piero Brandimarte, che si era messo in evidenza a Torino dove rivestiva la carica di capo del Fascio. Fra il 18 ed il 22 dicembre 1922 a causa dell’uccisione di un fascista, vennero assassinati 22 attivisti di sinistra, mentre due riuscirono miracolasamente a fuggire mettendosi in salvo. Gennaro Gramsci, scambiato per il più famoso fratello Antonio Gramsci, venne assalito e preso a bastonate, mentre tutti i giornalisti del quotidiano Ordine Nuovo vennero duramente perseguiti. In quei giorni a Torino venne incendiata la locale Camera del Lavoro, il circolo dei ferrovieri ed altri centri di aggregazione appartenenti ad organizzazioni di sinistra, o legate al movimento operaio. Nelle contempo, nelle altre città italiane imperversavano bastonate ed olio di ricino. Tutti questi fatti vennero denunciati dal deputato socialista Giacomo Matteotti. Tra il 1° novembre 1922 ed il 31 marzo 1923, secondo alcune fonti ufficiali, i fascisti commisero più di 100 omicidi, per i quali nessuno venne mai condannato.

 

 

Populismo e politica

il 21 maggio 2018 potrebbe essere una svolta per l’Italia o il suo disastro.

Le due forze, populiste, intransigenti, intolleranti e antidemocratiche che hanno vinto le elezioni si sono unite per formare un governo.

La lega diretta da Salvini e il Movimento 5 stelle diretto da Casaleggio e Grillo mediante il delegato Di Maio, si sono incontrati più volte per sottoscrivere un contratto (scimmiottando all’italiana l’accordo Tedesco tra la Merkel e Schultz) per segnare su un pezzo di carta ciò che si può o non può fare. Praticamente ciò che il Premier che sarà designato dovrà tenere conto. Un premier burattino di burattini, con il “popolo” ignorante adorante ed acclamante.

Ma partiamo dall’inizio, il Popolo.

Il Popolo viene descritto nella propaganda di queste due forze politiche come una popolazione oppressa, povera, arrabbiata per quello che lo Stato gli ruba.

Diciamo che non tutti se la passano bene, che la crisi si è sentita ed ha colpito i più fragili (pensionati, disabili, ecc…), ma la stragrande maggioranza non sta male come viene descritto. Da Roma in giù la disoccupazione è ufficialmente ai livelli più alti, si laureano meno giovani,  ci sono meno imprese. Però da Roma in giù c’è anche il più alto tasso di nero, di falsi invalidi e di evasione fiscale e contributiva.

Quindi cosa hanno fatto i populisti? Hanno stuzzicato queste persone sobillandole , promettendo che il loro status migliorerà, che al loro reddito e nero o di falso invalido si aggiungerà quello pagato dallo Stato. Prendendo così una marea di voti. Tra il Movimento di Casaleggio e la Lega hanno preso più del 40%.

Ma come hanno fatto a convincerle così facilmente? Possibile che zone politicamente controllate da altri partiti ed “organizzazioni” abbiano cambiato completamente modo di vedere la politica? Forse la risposta è più semplice di quanto possa sembrare. Imbottire le menti del popolo sempre meno informato di false notizie, far credere che la colpa è solo dell’avversario di turno. Che sia il PD, l’Europa, ecc.. Ancora oggi si parla del Governo non eletto dal Popolo, ma questo popolo la Costituzione, che hanno strenuamente difeso nel dicembre 2016, l’ha mai letta? La leggerà mai? No perchè gli basta che che qualcuno gli dica cosa fare per coltivare i propri interessi.

Ed ecco il secondo punto, i Movimenti populisti

La Lega è un movimento nato più di 20 anni fa con un preciso obiettivo “separare il settentrione opulento e ricco dal meridione povero e mantenuto”. Il 4 marzo ha preso tantissimi voti proprio da quel meridione che vuole scacciare dall’Italia, il contratto sottoscritto con i Cinque stelle prevede tutto ciò con due semplici manovre: flat tax per arricchire sempre più chi i redditi li ha già (il nord) e soppressione di tutti gli aiuti al meridione con la scusa che tutte le regioni d’Italia devono avere uguali contributi e possibilità. Come dire ad un malato “ti tolgo i medicinali in quanto devi avere le stesse risorse che ha una persona sana”.

Il movimento 5 stelle nato dai meetup ed aggregati da Casaleggio senior con il fondamentale contributo del comico Grillo, è un partito ma proprietario di un’azienda la Casaleggio Associati. I suoi membri sono scelti da primarie, svolte su una piattaforma non sicura non certificata, da poche centinaia di persone. Questa persone poi arrivano nei posti che contano e sottoscrivono un documento notarile con la stessa Casaleggio Associati che in caso di contrasto con gli ordini del capo vanno via pagando prima una forte penale economica. Ma mentre per la Lega le motivazioni della sua esistenza le conosciamo da 20 anni, per la Casaleggio Associati quali sono? Cosa spinge una piccola azienda informatica ad imbastire un tale meccanismo per entrare nei posti che contano minacciando e ricattando i suoi stessi associati?

Lo vedremo nei prossimi mesi, adesso sono al Governo diretti dal Premier designato il Prof. Conte che dovrebbe essere, nelle menti malate dei leader di questi movimenti, un semplice notaio del contratto sottoscritto.

 

 

 

 

Una riflessione sulla fine del Regno di Napoli

Le elezioni politiche del 4 marzo hanno dato modo, se ci fosse stato ancora bisogno, di evidenziare la grande spaccatura del nostro Paese che proprio ieri (17/3/2018) ha festeggiato l’Unità d’Italia voluta dai Savoia.

Ma cosa permise ad eserciti di calare nel Nostro Meridione ricco potente e pacifico e ridurlo a discarica alla periferia del mondo, povero impotente e sottomesso.

Nessun esercito avrebbe potuto entrare a casa Nostra senza il Nostro consenso.

Se la MASSONERIA d’oltre manica poté organizzare dei mercenari per sondare il terreno senza avvertirne il contraccolpo, adottando divise rosse non riconducibili a nessuno stato;

Se fu possibile pagare un mercenario (Giuseppe Garibaldi di ritorno dalle americhe) e fargli trovare i NOSTRI CONFINI SPALANCATI e senza difese;

Se fu possibile ordinare al TERZO ESERCITO del MONDO, il Nostro, di indietreggiare di fronte a 4 o mille fuciletti;

Se fu possibile saccheggiare, decapitare, stuprare e smembrare chi difendeva la propria Patria invasa;

Se fu possibile deportare migliaia e migliaia di soldati e civili a Fenestrelle in Piemonte o a San Maurizio Canavese da cui nessuno fece più ritorno e contro ogni legge militare;

Se fu possibile organizzare la criminalità istituzionalizzandola negli apparati di polizia del nuovo stato nascente;

Se fu possibile introdurre la Legge Pica che prevedeva la fucilazione di chiunque e senza processo;

Se fu possibile smantellare le Nostre industrie e portarle tutte al nord dello stivale fucilando gli operai di Castellammare di Stabia che vi si opponevano;

Se fu possibile offrire ad un MASSONE come Bombrini Carlo il primo governo della Banca d’Italia che si espresse, nel fissare le linee guida del nuovo corso con queste agghiaccianti parole :
《 bisogna mettere i meridionali nelle condizioni di NON intraprendere MAI PIÙ 》

Se fu possibile fucilare una bambina di 9 anni con accuse di “brigantaggio”;

Se fu possibile capovolgere la verità chiamando “briganti” quelli che difendevano la propria Patria invasa ed “eroi” i mascalzoni criminali che la assalirono;

Se fu possibile incendiare paesi interi con gli abitanti dentro nel cuore della notte al solo scopo di intimidire ogni reazione contro gli invasori….lasciando alla truppaglia libero stupro e libero saccheggio ;

Se fu possibile tanto orrore dal 1860 fino agli Eroi del Nostro tempo come Falcone e Borsellino lungo una nauseante scia ininterrotta di sangue garantita da impunità e depistaggi di stato;

Se è possibile ancora oggi che le agghiaccianti parole del MASSONE Bombrini Carlo, si trasformino in terre dei fuochi e mafie che impediscono la normale vita sociale ed imprenditoriale;

La causa è sicuramente del più grande GOLPE internazionale che la Storia ricordi.

Ma questo GOLPE a Nostro danno non avrebbe mai prodotto i suoi frutti se non avesse trovato alcuni, pochi, ma decisivi TRADITORI tra di noi.

Gente nata sulla Nostra stessa Terra che si rese disponibile a intascare 30 denari e personali vantaggi per venderci tutti alle tragedie qui sopra elencate e a tante altre non elencabili.

Comprarono un paio di generali e ammiragli per sottomettere un intero Regno ricco potente pacifico ed il più antico d’Europa.

Un pugno di TRADITORI chiamateli mafiosi, camorristi o come vi pare, che parlando la Nostra stessa lingua ha permesso questo orrore dalla invasione fino alla Terra dei fuochi.

Questo MEA CULPA dobbiamo farlo perché è li che i nemici hanno lavorato per distruggerci e trasformare in ultimi della terra Noi che ne eravamo Primi e faro per tutti.

Da questa tragedia i cui costi sono ricaduti su tutti Noi per generazioni e generazioni, abbiamo una lezione da imparare e dobbiamo assolutamente impararla : la furbizia del TRADITORE non paga.

Da quel dí perdemmo vite, ricchezze, potenza, autorevolezza, dignità, persino la memoria ci rubarono per impedirci di capire cosa realmente ci accadde e quindi di riemergere.

Un lavaggio del cervello con le penne di illustri scrittori e prifessoronu per tenerci al palo senza capire.

I veri nemici non li vediamo neppure, mascherati come sono dietro la maschera dei prestanome dello stato sabaudo prima e di questo repubblicano ora.

Tutto è stata conseguenza di un TRADIMENTO ed un MEA CULPA deve accompagnarci da ora e per sempre , solo così potremo distinguere chi tradisce e chi no e vaccinarci contro i metodi usati per farci sottomettere.

Le colpe dei singoli e della MASSONERIA d’oltre manica che li ha orchestrati, rimangono tali e gravi ma sarebbero scivolate via se non avessero incontrato gente nata sulla Nostra stessa Terra disposta ad intascare cifre esorbitanti a danno di tutti gli altri….dal 1860 a Falcone e Borsellino fino alla terra dei fuochi .

Quelle teste decapitate sono morte per difendere anche quei delinquenti che li hanno TRADITI e stanno li a reclamare Verità da ciascuno di Noi.

E se la lezione che viviamo sulla pelle ancora oggi, non capiamo dove ha origine, ci condanneremo a non uscire mai e poi mai da questa condanna per altre generazioni ancora perché ai TRADITORI di ieri si aggiungeranno i TRADITORI di oggi, quelli che hanno votato e votano Lega Lombarda, quelli che votano e voteranno M5S per continuare lo stato di ruberie e assistenzialismo che oggi è il Meridione d’Italia e d’Europa.

 

L’olocausto – non “dobbiamo dimenticare”

Nel 2018 a distanza di cento anni della prima grande guerra del secolo scorso, sta vedendo il risorgere prepotente di rigurgiti fascio-nazisti che con la scusa di stare dalla parte del popolo stanno trasformando i luoghi dove viviamo. Sfruttando un misto di stupidità ed ignoranza fanno proseliti aumentando il pericolo di un ritorno fascista.

Milioni di morti civili e militari, il tentativo quasi riuscito di cancellare un’intera popolazione (quella ebrea) dalla faccia della terra, la libertà negata, la violenza, l’intolleranza. Ecco è tutto questo che dobbiamo far ricordare alle nuove generazioni che quel periodo non lo hanno vissuto nemmeno nei racconti.

Questa galleria di foto vuole fare proprio questo, ripercorrere attraverso le immagini le crudeltà che ogni giorno c’è il pericolo di rivedere.

 

Per non dimenticare – L’olocausto

Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera

Alla fine sembra siano passati cinque minuti, non quarantacinque. Eppure la telecamera è sempre stata fissa sul volto dell’ intervistato. Non ci sono immagini di repertorio. L’ intervistatore, Walter Veltroni, non si vede mai. Si sentono solo le domande e, in risposta, la voce di un uomo di 87 anni, resa ancora più affascinante da un accento vagamente straniero, che racconta la propria storia di sopravvissuto.

sami modianoSAMI MODIANO

Sami Modiano fu portato via da Rodi quand’ era poco più che bambino. La madre era morta da un anno, «e ringrazio il Padreterno che se la sia presa prima, senza farle soffrire quel che abbiamo sofferto noi». Il padre lo catturarono con l’ inganno: «I capifamiglia furono chiamati a presentarsi al Kommandatur il 18 luglio.

Non tornarono a casa. Il giorno dopo toccò a noi figli. Avevo una sorella bellissima, Lucia, di sedici anni, con i capelli lunghi. Mi faceva un po’ da mamma. Dopo un mese di lager – magra, il pigiama a righe, il cranio rasato – non la riconoscevo più». Il viaggio avviene prima su navi-bestiame, ancora sporche di escrementi – «ci fecero capire subito che ci consideravamo come animali, come cose» -, poi in treno.

Arrivati a Birkenau, uomini e donne vengono separati. Il padre tenta di difendere la figlia e viene massacrato di botte: «Una cosa che non potrò mai dimenticare. Tutto davanti a questi occhi» dice Modiano, in quello che diventa il refrain e il titolo del suo straordinario racconto. Con la sorella si vedono ogni notte, separati dal reticolato.

sami modiano e walter veltroniSAMI MODIANO E WALTER VELTRONI

Una sera lui le porta in dono una fetta di pane, avvolta in un panno; lei gli restituisce l’ involto con due fette di pane; aveva avuto la stessa idea, «anche nel campo di sterminio continuava a farmi da madre». Quando però Lucia smette di venire, Sami intuisce che per lei è finita.

Il dolore è insopportabile: il padre decide di presentarsi all’ ambulatorio, cioè di andare nella camere a gas. Sami si inginocchia per ricevere la benedizione, il papà gli impone le mani sul capo, poi punta il dito e dice: «Tu ce la devi fare».

giorno memoria massaGIORNO MEMORIA MASSA

E Sami ce la farà, pur arrivando a pesare ventitré chili, ridotto a uno scheletro, salvato prima da altri prigionieri che lo gettano tra i cadaveri per evitargli il colpo di grazia dei nazisti in fuga, poi da una dottoressa russa. «Per tutta la vita mi sono chiesto – conclude Modiano – perché proprio io sono sopravvissuto. Da undici anni a questa parte ho trovato la risposta: per raccontare.

Ho giurato che fino a quando Dio mi darà la forza di farlo non smetterò di raccontare la mia storia ai ragazzi.

Sono felice di quello che sto facendo e i ragazzi hanno bisogno di me. Devono sapere. Quando io non ci sarò più ci saranno loro». Gli applausi e le lacrime di centinaia di ragazzi, all’ anteprima davanti al presidente Mattarella, hanno confermato che la sofferenza di Sami Modiano non è stata vana.

sami modiano 2SAMI MODIANO 2

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