Calcio, addio passione

Il calcio e la passione sono da sempre un binomio indissolubile. Ma oggi qualcosa è cambiato, questa affermazione non è più vera, la passione non è più importante per fare calcio.

Una squadra oggi ha prima di tutto bisogno di Bilanci in ordine, stipendi pagati, contributi e tasse versate, debiti garantiti. Poi ha bisogno di marketing ben organizzato e capillare per aumentare i fatturati ed, infine, dello stadio. Uno stadio proprio nel quale poter esercitare tutte le attività che questo calcio moderno richiede, come musei, shop, ristoranti, ecc..

Ma la passione? In tutto questo dov’è la passione? Da piccolo diventi tifoso della squadra che segue il tuo papà o tuoi amici, diventa poi una passione domenicale a cui non riesci più a rinunciare, come dicono dalle mie parti “na malatia”.

Oggi chi investe nel calcio lo fa per “per far soldi apparentemente facili, o ancora per “changing business, per urgenza di consenso e obiettivi politici, perché “è un’occasione imperdibile”, per semplice speculazione, molto spesso per cattiva informazione” come dice Zazzaroni dalle colonne del Corriere dello Sport. 

Ma non comprano per passione, non sono più Presidenti tifosi, non partecipano più agli eventi della tifoseria. Sono degli imprenditori che devono far quadrare i bilanci vendendo al meglio possibile il prodotto di cui sono proprietari. Tutto questo distacco da un mondo che vive di passione non è altro che il cimitero di questo sport.

I diritti TV hanno dato il colpo di grazia, oggi è più comodo e facile guardare una partita in TV piuttosto che recarsi di persona allo stadio, negando così quella cornice di pubblico e “passione” di cui questo sport si nutre.

Quali sono le prospettive di questo sport continuando questo andazzo? Purtroppo negative. Gli ultimi eventi lo dimostrano. Le promozioni, le retrocessioni, i format dei campionati vengono decisi dai tribunali e non dagli organi competenti, da presidenti più o meno importanti, da gruppi di potere.

Oggi è la mia squadra a subirne le conseguenze, domani la tua. E’ triste ma non cambierà nulla.

Roma, Firenze, Palermo, Salerno, Milano sono solo alcune delle piazze più importanti nel quale la passione dei tifosi scema ogni giorno di più a favore di Società legate ai bilanci, alle speculazioni, ad altro che nulla ha che vedere con il calcio.

25 aprile liberazione dal Fascismo

Oggi nessun articolo, ma solo lettere di 75 anni fa.

Carissimi, mamma, papà, fratello, sorella e compagni tutti, mi trovo senz’altro a breve distanza dall’esecuzione. Mi sento però calmo e muoio sereno e con l’animo tranquillo. Contento di morire per la nostra causa: la Libertà e per la nostra cara e bella Italia. 
Il sole risplenderà su noi “domani” perché TUTTI riconosceranno che nulla di male abbiamo fatto noi. 
Voi siate forti come lo sono io e non disperate. 
Voglio che voi siate fieri ed orgogliosi del vostro Albino che sempre vi ha voluto bene.

– Albino Abico, 24 anni, operaio fonditore, partigiano.

Carissimi genitori, parenti e amici tutti,
devo comunicarvi una brutta notizia. Io e Candido, tutt’e due, siamo stati condannati a morte. Fatevi coraggio, noi siamo innocenti. Ci hanno condannati solo perché siamo partigiani. Io sono sempre vicino a voi. Dopo tante vitacce, in montagna, dover morir cosí… Ma, in Paradiso, sarò vicino a mio fratello, con la nonna, e pregherò per tutti voi. Vi sarò sempre vicino, vicino a te, caro papà, vicino a te, mammina.
Vado alla morte tranquillo assistito dal Cappellano delle Carceri che, a momenti, deve portarmi la Comunione. Andate poi da lui, vi dirà dove mi avranno seppellito. Pregate per me. Vi chiedo perdono, se vi ho dato dei dispiaceri. 
Dietro il quadro della Madonna, nella mia stanza, troverete un po’ di denaro. Prendetelo e fate dire una Messa per me. la mia roba, datela ai poveri del paese. Salutatemi il Parroco ed il Teologo, e dite loro che preghino per me. Voi fatevi coraggio. Non mettetevi in pena per me. Sono in Cielo e pregherò per voi. Termino con mandarvi tanti baci e tanti auguri di buon Natale. Io lo passerò in Cielo. Arrivederci in Paradiso.
Vostro figlio Armando
Viva l’Italia! Viva gli Alpini!

– Armando Amprino, 20 anni, meccanico, partigiano.

Mimma cara,
la tua mamma se ne va pensandoti e amandoti, mia creatura adorata, sii buona, studia ed ubbidisci sempre gli zii che t’allevano, amali come fossi io.
Io sono tranquilla. Tu devi dire a tutti i nostri cari parenti, nonna e gli altri, che mi perdonino il dolore che do loro. Non devi piangere né vergognarti per me. Quando sarai grande capirai meglio. Ti chiedo una cosa sola: studia, io ti proteggerò dal cielo.
Abbraccio con il pensiero te e tutti, ricordandovi.
La tua infelice mamma.

– Paola Gerelli, anni 28, pettinatrice, partigiana.

Cari papà e mamma, per prima cosa perdonatemi del dolore che vi arreco ma non dovete disperarvi, in un mondo migliore ci troveremo senz’altro senza più tutte queste infelicità che vi opprimono. Non ho la mente ferma stasera per scrivermi, ma il coraggio non mi manca e non deve, non deve mancare a voi. Sarò sempre presente fra di voi e di dovete figurare solo che io sia partito per un lungo viaggio un viaggio dal quale un giorno ritornerò. Ho detto alla mia fidanzata, ormai quasi lo era, che venisse a trovarvi, potrete a caso andare presso di lei in Via Principe Tommaso 39: Teresa Carossa. Vogliatele bene come ad una figlia, spero che lei capisca e vi porti un pochino di quell’affetto che ebbi io. Vi ricordo e penso sempre, il mio ultimo pensiero sarà per voi che ho amato tanto anche se non sempre l’ho dato a vedere. Mi dispiace di non aver potuto coronare il mio sogno: una vita dol_ ce con voi, con lei, con qualche figlio che avrebbe allietato la vostra vita ma purtroppo non è stato così. Ho avuto tanto dolore le vedervi oggi al tribunale, tanto dolore per i dispiaceri che vi reco, perché capisco che tu mamma vivrai non so come, ma devi farti forza, ti ripeto. Cerca, e questo è uno dei miei desideri di portare affetto per quella ragazza ed io spero avrai un conforto con lei: è senza padre. Ho ancora un desiderio da esprimere: rimetti il pianoforte in camera mia e sopra mettici sempre un mio ritratto ed un fascio di rose. Ore 24: Si avvicina la mia ora, ma un solo pensiero mi domina: voi. So quanto vi mancherà ora il mio affetto, ma vi ripeto non preoccupatevi: dall’alto vi guarderò sempre e vi seguirò. Ore 1,45: Il tempo corre verso l’attimo fatale, pensate tanto a me: mi raccomando ancora, cercate l’affetto di quella mia ragaz za, è tanto buona e credo saprà comprendervi e volervi bene: mi farete tanto piacere. L’ho detto anche al reverendo che si raccomandi tanto. Addio papà e mamma: Erich

– Errico Giachino, 28 anni, assistente tecnico Fiat, partigiano.

Mamma adorata,
quando riceverai la presente sarai già straziata dal dolore. Mamma, muoio fucilato per la mia idea. Non vergognarti di tuo figlio, ma sii fiera di lui. Non piangere Mamma, il mio sangue non si verserà invano e l’Italia sarà di nuovo grande. Da Dita Marasli di Atene potrai avere i particolari sui miei ultimi giorni. 
Addio Mamma, addio Papà, addio Marisa e tutti i miei cari; muoio per l’Italia. Ricordatevi della donna di cui sopra che tanto ho amata. Ci rivedremo nella gloria celeste.
Viva l’Italia libera!
Achille.

– Achille Barillatti, 22 anni, studente in scienze economiche e commerciali, partigiano.

Gianna, figlia mia adorata, 
è la prima ed ultima lettera che ti scrivo e scrivo a te per prima, in queste ultime ore, perché so che seguito a vivere in te. 
Sarò fucilato all’alba per un ideale, per una fede che tu, mia figlia, un giorno capirai appieno. 
Non piangere mai per la mia mancanza, come non ho mai pianto io: il tuo Babbo non morrà mai. Egli ti guarderà, ti proteggerà ugualmente: ti vorrà sempre tutto l’infinito bene che ti vuole ora e che ti ha sempre voluto fin da quando ti sentì vivere nelle viscere di tua Madre. So di non morire, anche perché la tua Mamma sarà per te anche il tuo Babbo: quel tuo Babbo al quale vuoi tanto bene, quel tuo Babbo che vuoi tutto tuo, solo per te e del quale sei tanto gelosa. 
Riversa su tua Madre tutto il bene che vuoi a lui: ella ti vorrà anche tutto il mio bene, ti curerà anche per me, ti coprirà dei miei baci e delle mie tenerezze. Sapessi quante cose vorrei dirti ma mentre scrivo il mio pensiero corre, galoppa nel tempo futuro che per te sarà, deve essere felice. Ma non importa che io ti dica tutto ora, te lo dirò sempre, di volta in volta, colla bocca di tua Madre nel cui cuore entrerà la mia anima intera, quando lascierà il mio cuore.
Tua Madre resti sempre per te al di sopra di tutto. 
Vai sempre a fronte alta per la morte di tuo Padre.

– Paolo Braccini, 36 anni, docente universitario, partigiano.

Edda,
voglio scriverti queste mie ultime, e poche righe. Edda, purtroppo sono le ultime si, il destino vuole così, spero ti giungano di conforto in tanta triste sventura.
Edda, mi hanno condannato alla morte, mi uccidono; però uccidono il mio corpo non l’idea che c’è in me. Muoio, muoio senza alcun rimpianto, anzi sono orgoglioso di sacrificare la mia vita per una causa, per una giusta causa e spero che il mio sacrificio non sia vano anzi sia di aiuto nella grande lotta. Di quella causa che fino a oggi ho servito senza nulla chiedere e sempre sperando che un giorno ogni sacrificio abbia il suo ricompenso. Per me la migliore ricompensa era quella di vedere fiorire l’idea che purtroppo per poco ho servito, ma sempre fedelmente. 
Edda il destino ci separa, il destino uccide il nostro amore quell’amore che io nutrivo per te e che aspettava quel giorno che ci faceva felici per sempre. Edda, abbi sempre un ricordo di chi ti ha sempre sinceramente amato. Addio a tutti.
Addio Edda

– Bruno Frittaion, 19 anni, studente, partigiano.

Caro Luigi,
se mai ci siamo 
scritti il motivo si sa tutti 
e due.
Il latore della presente ti 
racconterà la vita che abbiamo 
passato. 
Io è dal 27 febbraio che sono 
all’infermeria e c’ho sempre 
più di 38 di febbre e perciò non 
mandano su con gli altri, la 
diagnosi è la più brutta che tbc [tubercolosi]
e poi un altro nome che alleggerisce
il primo. 
Se la carcassa dovesse tornare 
a casa e trovarci di nuovo 
racconteremo qualcosa.
Salute da chi sempre 
vi ricorda
[non leggibile] Girolamo.

– Girolamo anonimo, cognome in calce non leggibile, la lettera era per un compagno di cella tale Luigi Meynet probabilmente mai rintracciato e fu scritta dal Lager di Groditz, Germania, partigiano.

Da consegnare a mia mamma Cavina Virginia Presso Famiglia Grossi Via Pedargnano 7 Ca di Lugo I Tedeschi per ordine dei fascisti mi anno impiccato. Baci Addio mamma

– Nello Orsini, 30 anni, impiegato, partigiano.

Muoio per la mia Patria. Ho sempre fatto il mio dovere di cittadino e di soldato. Spero che il mio esempio serva ai miei fratelli e compagni. Iddio mi ha voluto … Accetto con rassegnazione il suo volere.
Non piangetemi, ma ricordatemi a coloro che mi vollero bene e mi stimarono.
Viva l’Italia.
Raggiungo con cristiana rassegnazione la mia Mamma che santamente mi educò e mi protesse per i vent’anni della mia vita
L’amavo troppo la mia Patria; non la tradite, e voi tutti giovani d’Italia seguite la mia via e avrete il compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale.
Perdono a coloro che mi giustiziano perché non sanno quello che fanno e non sanno che l’uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia.
A te Papà l’imperituro grazie per ciò che sempre mi permettesti di fare e mi concedesti. Gino e Gianni siano degni continuatori delle gesta eroiche della nostra famiglia e non si sgomentino di fronte alla mia perdita. I martiri convalidano la fede in una Idea. Ho sempre creduto in Dio e perciò accetto la Sua volontà. Baci a tutti.

– Giancarlo Puecher Passavalli, 20 anni, dottore in legge, partigiano.

Cari compagni, ora tocca a noi. 
Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d’Italia. 
Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l’idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella. 
Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile. 
Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care.
La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio.
Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà.

– Giordano Cavestro (Mirko), 18 anni, studente di scuola media, partigiano.

Carissimo Piero, mio adorato fratello,
la decisione che oggi prendo, ma da tempo cullata, mi detta che io debba scriverti queste righe. Sono certa mi comprenderai perché tu sai benissimo di che volontà io sono, faccio, cioè seguo il mio pensiero, l’ideale che pur un giorno nostro nonno ha sentito, faccio già parte di una Formazione, e ti dirò che il mio comandante ha molta stima e fiducia in me. Spero di essere utile, spero di non deludere i miei superiori. Non ti meraviglia questa mia decisione, vero?
Sono certa sarebbe pure la tua, se troppe cose non ti assillassero. Bene, basta uno della famiglia e questa sono io.
Quando un giorno ricevetti una risposta a una lettera di Pally che l’invitavo qui, tra l’altro mi rispose “Che diritto ho io di sottrarmi al pericolo comune? ” E’ vero, ma io non stavo qui per star calma, ma perché questo paesino piace al mio spirito, al mio cuore. Ora però tutto è triste, gli avvenimenti in corso coprono anche le cose più belle di un velo triste. Nel mio cuore si è fatta l’idea ( purtroppo non da tutti sentita ) che tutti più o meno è doveroso dare io suo contributo. Questo richiamo è così forte che lo sento tanto profondamente,che dopo aver messo a posto tutte le mie cose parto contenta.
” Hai nello sguardo qualcosa che mi dice che saprai comandare “, mi ha detto il comandante, ” la tua mente dà il massimo affidamento; donne non mi sarei mai sognato di assumerne, ma tu si “. Eppure mi aveva veduto solo due volte.
Saprò fare il mio dovere, se Iddio mi lascerà il dono della vita sarò felice, se diversamente non piangere e non piangete per me.
Tua sorella
Paggetto
Ringrazia e saluta Gina.

– Irma Marchiani (Anty), 33 anni, casalinga, partigiana.

Vittoria mia… figlia mia adorata.
Quando leggerai questo mio scritto tuo padre non ci sarà più. In previsione del tragico momento avevo sempre pensato di scriverti a lungo! Non l’ho fatto perché mi sono illuso che non finisse così tragicamente la mia vita. Non ti dico nulla e ti dico tutto. A te tutta la nostra povera famiglia. Sii savia buona onesta. Abbi coraggio soprattutto nella disgrazia e nell’avvenire nell’affrontare la vita. Abbi per tuo padre un ricordo rammentandomi nelle tue preghiere. Non odiar nessuno, abbi amore e comprensione per tutti e qui ti ricordo Lella e suo figlio. Ti stringo forte forte e me e ti benedico. Dino, tuo padre. 
Cara Liliana quello che ho detto a Vittoria è detto anche a te. Tu mi sei stata particolarmente cara, ti penso e ti ricordo come l’ultima volta che ci siamo visti. Ti stringesti a me forse presaga di quanto stava [per] avvenire. Cara la mia Lili sento di amarvi ora in un istante quanto non vi ho amato fino ad oggi. A te affido particolarmente Ninni, povera e innocente creatura, che eredita un peccato che non è suo. Voglili bene e fa qualche cosa per lui che vuole vivere. Ti lascio con questa amarezza. Stringetevi a me forte forte mio grande amore vai a pregare per il babbo tuo.
A Tilde – E’ doloroso, straziante lasciarci così tragicamente! Era destino. Il passo sarà fatto con tutta quella serenità che Iddio mi donerà. Cerca di stringerti alle tue sorelle, l’avvenire per te forse sarà ben diverso, loro penseranno anche a te. Vogliatevi bene, comprendetevi, difendetevi ed amatevi col sapervi sopportare. Tu mi sei sempre stata tanto cara ed affezionata e son sicuro che ricorderai le ultime raccomandazioni di tuo padre. Ti bacio tanto e ti benedico. Tuo babbo Dino.
Ed ora a te, figlio mio adorato, sei ancora troppo piccolo per soffermarti a pensare e considerare questa sciagura che ti ha colpito. A te posso dire, lo ricorderai, [che] affronto l’avverso destino senza aver fatto nulla di male. Deploro due cose: la prima nel veder la nostra cara terra ridotta uno scempio tutte le razze che vi sono nel mondo, la seconda di essere giudicato da coloro per i quali non nutro nessun sentimento. Ricorda solo questo e non aver rancore per nessuno e sii buono e sappi esser degno del sacrificio di tuo padre Dino.

[qualche ora dopo] Muovetevi venite a parlare col comandante.
Fate qualcosa!

– Gerardo De Angelis, 49 anni, doppiatore, sceneggiatore fu aiuto regista nel film di Rossellini “L’Invasore” e produttore cinematografico, ucciso alle fosse Ardeatine partigiano.

Carissimi genitori,
ricevendo questa mia avrete certamente già
appreso la brutta notizia che ora sto per darvi, 
fatevi coraggio specialmente tu mamma che sei co-sì debole, cerca di essere forte e di sopravvivere più che puoi magari fino ai cento anni, così almeno potrai vedere l’opera che tuo figlio benché contrario alle tue idee ha iniziato ( dico contrarie perché non volevi che mi mettessi in questo movimento che tu chiamavi pasticcio). 
Tuo figlio è innocente dell’accusa che gli hanno fatto perché accusato di terrorismo, di sabotatore, ed invece non era che un semplice socialista che ha dato la sua vita per la causa degli operai tutti. La sventura è caduta su di me come un fulmine, ma il mio animo è sereno, perché sempre ho fatto tutto il bene che ho potuto ed ancora cercavo di farne. Non piangete per me perché nemmeno io piango mentre vi scrivo e vado incontro alla morte con una risolutezza che non mi sarei mai creduto, perciò siate forti, e fate capire ai miei fratelli queste mie precise parole, io ho scritto anche a Marcella questa mia volontà, di rimanere nell’alloggio che occupa ora il maggior tempo possibile della sua vita, e che non vada mai in fabbrica, ma continui a lavorare in casa, se non potrà far fronte a tutte le spese per mantenersi prego Voi cari genitori di far capire ai miei fratelli di far fronte ai suoi fabbisogni, io conosco Marcella molto bene e so che è una moglie di poche pretese, e se un giorno vorrete unirvi a lei sarà il più bel dono che potrete farmi, perché sono convinto che lei accetterà volentieri. Le avevo promesso
che avrei messo, non appena si fosse trovato la stoffa, una tenda pesante alla porta della cameretta ed un copridivano della stessa stoffa – rossa – se venisse esaudito questo mio pensiero sarei molto contento tener sempre la mia casetta in ordine come se dovessi tornare da un momento all’altro, di-
tele anche voi di perdonare suo papà e mi farà contento, se lo farà. Cari genitori Vi saluto caramente, ricordatevi che vostro figlio vi ha sempre voluto bene e se dall’al di là è possibile venirvi a trovare non mancherò.
Siate forti e non piangetemi.
Saluti cari ed affettuosi, ricevete un forte abbraccio, 
Vostro figlio 
Quinto

P.S.- Questo serve come testamento:
La roba mia che si trova in casa ora di Marcel-
la per nessun motivo le venga mai presa neanche per mezzo della legge. Non scrivo questo per diffidare ma siccome qui in Piemonte le usanze sono che in mancanza di un coniuge i famigliari se vogliono possono prendere tutto. 
Ancora una volta vi ringrazio e vi bacio, 
Vostro figlio Quinto.

– Quinto Bevilacqua, 27 anni, operaio mosaicista, partigiano.

Carissimi,
una sorte dura e purtroppo crudele sta per separarmi da voi per sempre. Il mio dolore nel lasciarvi è il pensiero che la vostra vita è spezzata, voi che avete fatti tanti sacrifici per me, li vedete ad un tratto frustrati da un iniquo destino. Coraggio! Non potrò più essere il bastone dei vostri ultimi anni ma dal cielo pregherò perché Iddio vi protegga e vi sorregga nel rimanente cammino terreno. La speranza che ci potremo trovare in una vita migliore mi aiuta a sopportare con calma questi attimi terribili. Bisogna avere pazienza, la giustizia degli uomini, ahimè, troppo severa, ha voluto così. Una cosa sola ci sia di conforto: che ho agito sempre onestamente secondo i santi principi che mi avete inculcato sin da bambino, che ho combattuto lealmente per un ideale che ritengo sarà sempre per voi motivo di orgoglio, la grandezza d’Italia, la mia Patria: che non ho mai ucciso, né fatto uccidere alcuno: che le mie mani sono nette di sangue, di furti e di rapine. Per un ideale ho lottato e per un ideale muoio. Perdonate se ho anteposto la Patria a voi, ma sono certo che saprete sopportare con coraggio e con fierezza questo colpo assai duro. Dunque, non addio, ma arrivederci in una vita migliore. Ricordatevi sempre di un figlio che vi chiede perdono per tutte le stupidaggini che può aver compiuto, ma che vi ha sempre voluto bene.
Un caro bacio ed abbraccio.

– Lorenzo Viale, 27 anni, ingegnere alla Fiat di Torino, partigiano.

Carissimi genitori,
nello scrivervi quest’ultima lettera un grande rimorso mi attanaglia: quello di avervi procurato questo grande dolore, ultimo della corona di spine con cui le sventure hanno cinto il vostro capo. Ho seguito il mio impulso ed il mio ideale e sono stato colpito dal tremendo caso. Ho avuto sempre presenti le vostre raccomandazioni, ma purtroppo – più che le mie azioni – un cumulo di circostanze mi hanno condotto quasi per caso in una rete di vicende che hanno provocato l’irreparabile.
Non ho fatto in tempo ad avvertirvi del mio arresto, e nel frattempo necessità imperiose hanno spinto le autorità ad un rigore tremendo. La Storia giudicherà su chi debba ricadere la colpa di tutto ciò…
Perdonatemi e fatevi coraggio. La morte deve raggiungere tutti prima o poi: dunque non vale dolersi troppo. Dopo la morte del caro Paolo, questo nuovo colpo sarà per voi troppo
forte, ma siate come sempre tetragoni ai colpi della vita. Avete tanti nipoti sui quali espandere il vostro affetto. Fate che crescano forti, coraggiosi, elevati nello spirito. Essi saranno la vostra gioia. E voi, sorelle buone, non piangete, dedicatevi ai nipoti: la vita
vi riserverà ancora delle gioie. A voi, fratelli, giunga il mio tenero affetto. Voi pensate diversamente da me in certe cose, ma al di sopra di ciò, ci unisce il grande amore della Patria e della Libertà che per vie diverse noi volemmo servire. A te Lola, Adriana e Amelia giunga l’espressione del mio affetto fraterno. Ai nipoti tutti i più cari baci dallo zio. Ed ora, cari genitori, vi lascio. Perdono.
Giulio.

Carissimo Costantino, mentre pensavo ad un nostro lieto incontro a Torino la morte in agguato mi ha ghermito. Saprai poi quali fatti mi hanno terribilmente spinto – come per un destino tremendo – alla catastrofe.
Ma non temere, non ho timore della morte, muoio in pace. Il grande passo che tutti devono compiere mi attende tra poco. Che importa? Esso sarebbe ben giunto un giorno o l’altro. Ho anticipato…
A casa mia potrai fare lo spoglio delle mie car-
te che commetto a te come all’amico più caro.
Metti da parte le mie poesie e conservale tu:
non ti chiedo di farle stampare, ma fa in modo che Albertino ne abbia una copia dattilografata; egli mi ricorderà meglio. Straccia le poesie che non meritano senza pietà. Distruggi anche i vari diari o appunti personali; essi non hanno alcun interesse. Tutte le altre carte, corrispondenza compresa, fai distruggere dai miei. Desidero non vadano in giro. Troverai delle pellicole fotografiche; scegli una mia foto passabile e distribuiscine una copia agli amici. Credo che la gradiranno.
Ricordami a tutti. Ti lascio per ricordo lo Zonta: te lo farai dare da Albertino, sul quale ti prego di vegliare.
Ti abbraccio con tanto affetto
Addio
tuo GIULIO

– Giulio Biglieri, 33 anni, bibliotecario, partigiano. (Due lettere: una ai genitori e famigliari ed una al suo miglior amico)

Cara Amore mio purtroppo questo è stato il mio destino. Io in questo momento che scrivo sento il più grande dolore della mia vita. Pensi tu Anna amore mio ai bei nostri cari figlioli. Maria tu bella mia sappiti guardare e porti alto l’onore come è quello di tuo babbo tesoro mio. A te Michelino che se il più bello lavori che è il tuo dovere e stai attento a mamma e ai tuoi fratelli e sorelle. Che io sempre ti veglierò io starò sempre accanto a voi. Piccola mia Gina tu che hai il mio ritratto, ricordati del tuo papà quando sarai grande ricordati di papà che sta sempre al tuo fianco e sia sempre onesta. Cara Annita bella bionda di papà preghi al tuo Gesù che ti protegga in tutta la tua vita che io ti proteggerò sempre, e tu piccolo Peppino che neanche ti ho conosciuto ma ti terrò sempre nel mio cuore come tutti. Vi abbraccio forte forte tutti al mio cuore per non più lasciarvi coprendovi di baci infinitamente. Cara Anna tesoro mio stai sempre tranquilla e fiera che io sto sempre al tuo fianco accanto atte vedi tu e sappiti mantenere onorata ormai è stato il mio destino morire innocente senza aver fatto nulla. Amore mio ti bacio fortemente coi miei cari figli senza che ho potuto più vedere, amore prendi la mia fotografia poi farti fare un ingrandimento e accendi una lampada che io vi guarderò sempre e vi terrò sempre presente aldilà. Cara ricordati che io sono un Italiano puro è vero e spero che anche tu lo sia come me. Miei figli il vostro papà sta sempre fra di voi e io muoio e sono fiero lo fatto per voi e per profanare la giustizia. Pensi cara mio amore che io vi ho sempre amati e non vi ho fatto mancare mai nulla quello è stato il mio dovere verso di voi e verso la Patria nostra bella. Cari bei miei figli siate buoni che per voi quello che fate sempre bene e siate buoni cari bei miei figli ricordatevi miei cari del vostro caro Papà che vi guarderà sempre fino al punto della morte oggi è due Febbraio è l’ultimo giorno della mia vita quando io non esisterò più voi dovete credere che io sto con voi sempre sempre sempre con voi cari, preghi il mio caro amico e mio fratello che ti possono guardare e proteggervi perché io mi ho sacrificato per voi. Senti cara Anna in questo momento io piango e sento nel più profondo del mio cuore il più grande dolore della mia vita senza più potervi più vedere più maggiormente è il dolore di non aver più potuti vedere così è stato questo il mio destino. Maria Michelino Gina Annita Giuseppe e tu Anna stai sempre attenta che io sto sempre con voi e nella vostra anima sto sempre con voi amori miei vi bacio bacio e vi penserò fino all’ultimo respiro vi abbraccio forte forte anche aldilà. Anna Anna io sono con te e pure con voi sai io sto pure con voi sempre sempre sempre Anna Maria Michelino Gina Annita e Peppino vi do l’ultimo addio il vostro caro amato papà io vi bacio infinito il vostro papà.
Cirulli Ottavio
Addio Per sempre
Baci qui sta il vostro è il vostro ritratto del vostro caro.

Ottavio Cirulli, 38 anni, calzolaio, partigiano.

Carissimi Genitori
Questa mattina è l’ultima volta che vi scrive
il vostro caro figlio perché i miei superiori mi
hanno assentito la pena di morte e questa
mattina alle ore 7 mi tocca passare per le armi. Mi farete un favore se è possibile quando saprete questa triste notizia, informatevi se è possibile portarmi nel Cimitero a Mombercelli almeno non sarò più da vivo con voi ma sarò da morto.
Non abbassatevi che vi proteggerò dal cielo.
Fatevi coraggio guardate in questo momento
che vi scrivo viene il prete e ci fece fare
la comunione. Abbiamo visto tutti i militari che sono scappati nelle altre batterie, prima li hanno giudicati il tribunale Tedesco e poi quello italiano mentre noi subito dai Tedeschi ci hanno presentati e condannati alla fucilazione. Ancora una volta ti mando tanti baci a te Letizia Enrica Papà mamma, Mi farete il favore di non prendere lutto. Saluti alla Ditta [Polotto], saluti alla famiglia Pesce. Saluti a tutti i miei amici e compagni. Bacioni dal vostro indimenticabile
Italo

Italo Aresca, 21 anni, attività di studio e di lavoro non pervenuti, partigiano.

Babbo e Mamma, state tranquilli, sono sereno in quest’ora solenne. In coscienza non ho commesso delitti. Solamente ho amato come mi è stato possibile. Condanna a morte: 1° per aver protetto e nascosto un giovane di cui volevo salva l’anima; 2° per aver amministrato i sacramenti ai partigiani, e cioè aver fatto il prete. Il terzo motivo non è nobile come i precedenti: aver nascosto la radio.
Muoio travolto dalla tenebrosa bufera dell’odio io che non ho voluto vivere che per l’amore! “Deus Charitas est” e Dio non muore. Non muore l’Amore! Muoio pregando per coloro stessi che mi uccidono. Ho già sofferto un poco per loro… È l’ora del grande perdono di Dio! Desidero avere misericordia; per questo abbraccio l’intero mondo rovinato dal peccato in uno spirituale abbraccio di misericordia.

– Aldo Mei, 32 anni, sacerdote, partigiano.

Mia piccola donna,
è con la stessa disperazione del moribondo che si attacca alla vita, che io mi stringo a te. Come un naufrago si aggrappa rabbiosamente all’unico relitto di nave che potrà salvarlo da morte, io così disperatamente mi aggrappo a te per salvarmi. A tecosì cara, a te così buona, che col tuo amore, con la tua passione sai ancora darmi la gioia e lo scopo di vivere. Sono anch’io quasi un naufrago della vita, di questa insulsa, di questa stupida, di questa miserabile vita,che dopo aver maledetto, benedico. Amore mio non puoi ancora capire il mio stato d’animo, e i tremendi periodi di burrasca che sono costretto attraversare. Non hai ancora idea delle lotte tremende che da solo, completamente solo, devo combattere. Tutta la mia bella filosofia è caduta stupidamente di fronte alla dura realtà. Tutta la mia spensieratezza s’è infranta 
nell’urto contro la vera vita. La vita di tutti, la vita che non ho mai voluto immaginare, che non ho mai conosciuta. Quest’ira repressa che è in me, questo spirito di ribellione impotente, non è se non il frutto di chi ha tutto perduto. Chi è abituato a vincere, credo non potrà mai assoggettarsi alla vita del vinto. Il mio orgoglio sconfinato, il mio spirito indipendente, il mio isolamento completo su tutto ciò che mi riguarda, la mia frenesia di agire solo per assaporare la soddisfazione unicamente mia dello scopo raggiunto, mi ha portato al punto di essere mal giudicato, di non essere compreso, di apparire forse anche pazzo. Imbevuto di teorie individualistiche assolute, mi sono buttato a corpo morto in un esperimento che mi affascinava. Raggiungere il superuomo creato da me, in me stesso. E in questo mi sono talmente immedesimato da condurre la mia lotta sorda inebriandomi di ogni mia piccola conquista. Ciò mi ha completamente astratto dalla realtà, nella quale sono caduto così bruscamente, dopo anni di studio, da infrangere ogni più piccola illusione senza però poter distruggere la mia maniera di vivere, inadatta alla nuova posizione che dovevo occupare nella vita. Icaro, lo stesso, che aveva aspirato ad altezze troppo elevate, ha trovato la morte sul suo 
insulso tentativo. E io nel mio sogno dorato ho dimenticato di valutare in giusta misura quelle che avevo considerato inezie trascurabili; e ho trovato la morte dello spirito. Ma dalle ceneri ancora calde di questa salma, è rinato un nuovo spirito, che tu devi educare, devi plasmare, devi fare crescere sano. Ed è con questo nuovo spirito, sotto una nuova luce non falsata da idee anormali, ma che vuol vivere la nuova vita serenamente, che io mi rivolgo a te. A te che amo tanto, a te a cui voglio sacrificare tutte le mie idee di grandezza, di superiorità spirituale ed intellettuale, e per cui inizierò una nuova vita. Il trapasso è purtroppo un po’ brusco, per cui vedrai ancora affiorare sul mio viso il malcontento, il rammarico, la ribellione. Ma i tuoi occhi sapranno illuminarmi, la tua parola dolce saprà cullarmi in un’estasi di pace, la tua stessa presenza infonderà tanta fiducia in me stesso, che inizierò volentieri la nuova vita lottando sempre per la tua felicità, per il nostro amore. E il mio orgoglio rifiorirà, ma sarà quello di saperti fare ogni giorno più felice. 
Caro tesoro per sommi capi la mia confessione. Ho voluto raggiungere cose più grandi di me, ma sotto il loro peso sono 
rimasto schiacciato. Per non confessare la mia sconfitta, ho fatto cose assurde, che mi hanno fatto perdere anche l’ultimo sogno di grandezza e di supremazia, finché mi sono trovato in terra, nelle stesse condizioni di 
una belva chiusa in trappola, che nella sua irrequietezza ruggendo si lancia impotente contro le sbarre della gabbia. Ed ecco la mia irrequietezza, la mia rabbia repressa, il mio nervosismo, il mio odio contro tutti e contro me stesso il mio continuo malcontento.
Tu sola sai questo ed ora potrai capirmi e compatirmi. Gli altri arzigogolano, credono, suppongono, ma io mi trovo ancora troppo 
lontano da loro e dai loro giudizi e congetture sbagliate. Soprattutto non lasciarti influenzare da false notizie che possono sembrare
spassionate ma che sono false. 
Neppure i miei hanno mai conosciuto il mio animo. E ora non voglio e non posso dirti altro. Lo splendore dell’impresa tentata potrebbe ancora affascinarmi, e non voglio assolutamente. Sono un uomo comune, ed in mezzo alla comunità devo vivere. Sarà 
solo il tuo amore che potrà farmi salire alle stelle. Con immenso affetto ti bacia tanto tanto
Lino tuo

– Raffaele Zicconi, 32 anni, impiegato, partigiano.

Caro papa’, peccato che non ci saro’ piu’ il giorno della pace. Ho sempre sperato di contribuire allora con tutta la mia forza ed energia alla ricostruzione, non soltanto materiale, ma anche spirituale. Il nostro lavoro propriamente detto non comincia che dopo la guerra: eliminare l’odio fra i popoli. Perche’, solo quando questo non esiste piu’, la vera pace puo’ venire. Solo allora il fondamento della pace – la fiducia – puo’ fare il suo ingresso nel mondo. Fa’ di contribuirvi anche tu come meglio potrai. Per rendere migliore il mondo dobbiamo cominciare da noi stessi.
Tuo figlio Henk.

– Hendrik Pietre Hos, 37 anni, medico di laboratorio di analisi, olandese, partigiano.

Ai miei cari figli,
quando voi potrete forse leggere questo doloroso foglio, miei cari e amati figli, forse io non sarò più fra i vivi.
Questa mattina alle 7 mentre mi trovavo ancora a letto sentii chiamare il mio nome. Mi alzai subito. Una guardia aprì la porta della mia cella e mi disse di scendere che ero atteso sotto. Discesi, trovai un poliziotto che mi attendeva, mi prese su di una macchina e mi accompagnò al Tribunale di Guerra di Via Lucullo n. 16. Conoscevo già quella triste casa per aver avuto un altro processo il 29 febbraio scorso quando fui condannato a 15 anni di prigione. Ma questa condanna non soddisfece abbastanza il comando tedesco il quale mandò l’ordine di rifare il processo. Così il processo, se tale possiamo chiamarlo, ebbe luogo in dieci minuti e finì con la mia condanna alla fucilazione.
Il giorno stesso ho fatto la domanda di grazia, seppure con repulsione verso questo straniero oppressore. Tale suprema rinuncia alla mia fierezza offro in questo momento d’addio alla vostra povera mamma e a voi, miei cari disgraziati figli.
Amatevi l’un l’altro, miei cari, amate vostra madre e fate in modo che il vostro amore compensi la mia mancanza. Amate lo studio e il lavoro. Una vita onesta è il migliore ornamento di chi vive. Dell’amore per l’umanità fate una religione e siate sempre solleciti verso il bisogno e le sofferenze dei vostri simili. Amate la libertà e ricordate che questo bene deve essere pagato con continui sacrifici e qualche volta con la vita. Una vita in schiavitù è meglio non viverla. Amate la madrepatria, ma ricordate che la patria vera è il mondo e, ovunque vi sono vostri simili, quelli sono i vostri fratelli.
Siate umili e disdegnate l’orgoglio; questa fu la religione che seguii nella vita.
Forse, se tale è il mio destino, potrò sopravvivere a questa prova; ma se così non può essere io muoio nella certezza che la primavera che tanto io ho atteso brillerà presto anche per voi. E questa speranza mi dà la forza di affrontare serenamente la morte.

– Pietro Benedetti, 41 anni, ebanista, partigiano.

Liana amatissima,
c’è un gran sole nel mio cuore in questo momento e una grande serenità. Non ti rivedrò più, Liana. Mi hanno preso, mi fucileranno. Scrivo queste parole sereno d’animo e col cuore spezzato nello stesso tempo per il dolore che proverai. Ti ho detto stasera prima di partire: Liana, ho tanta voglia di riposare vicino a te- io riposerò vicino a te ogni notte per tutta l’eternità. Cara, tanto cara. Ho mille scuse da chiederti per le gentilezze che non ho avuto per te che ne meriti tante. Pino è stato pure preso e fucilato appena prima di me. Prega per noi due amici: uniti anche nella morte. E’ morto con dignità e mi ha salutato con uno sguardo in cui c’era tutta la sua vita. Spero di morire anch’io, di fare il gran viaggio serenamente. La mia ultima parola sarà il tuo nome: il nome 
che è inciso sulla fede che ti mando.Tu parlerai alla mia mamma, tu la consolerai se sarà possibile, povera vecchia, povera cara mamma. E la zia e mio fratello Luigino. 
A Marietta dirai che il mio affetto di fratello si ingigantisce in questo momento. Consolatevi: la vita ha di queste improvvise rotture.
I tuoi di Modena, la mamma, il babbo, la Cesara in modo particolare. Cesara Tonino e Margherita, mi sono tutti presenti. Dì a Tonino che sarà come se io assistessi al battesimo del suo piccolo. Ricordatemi al caro Rino che abbraccio di gran cuore. Liana, tutto il mio è tuo. Se io fossi vivo per realizzare uno di questi progetti di cui tanto abbiamo parlato, vorrei che la piccola proprietà di Ostiano fosse esattamente divisa fra Luigino e Mariettina
Così, invece, desidero che tu subentri nella proprietà della quota legittima che ti spetterebbe. I libri sono tuoi, meno qualche ricordo che gli amici più cari hanno desiderio 
di avere; tua è la casa in tutto quello che è mio, meno ciò che credi di cedere a Mariettina o che lei desidera. Siate anche in ciò due care sorelle. Vi adoro tutti e […] Tu, Liana, torna dai tuoi non appena ti sarà possibile e vivi con loro. Sei libera nel tuo domani. Vieni soltanto di tanto in tanto sulla mia tomba e portavi uno di quei mazzettini di fiori di campo che tu sapevi così bene combinare. Addio, debbo salutarti cara e tanto amata. Non mi importa di perdere la vita perché ho avuto il tuo prezioso amore per quasi tre anni ed è stato un gran dono. Muoio contento di essermi sacrificato per una idea di libertà che ho sempre tanto auspicato.
Sotto la mia firma e sulla fede metto i miei ultimi baci.
Tuo per sempre.
Battista

Le migrazioni del nuovo secolo

Stiamo assistendo negli ultimi anni a enormi spostamenti di popolazioni da zone di guerra e da territori economicamente degradati.

Dal continente Africano le rotte sono per lo più economiche, si muovono intere popolazioni per cercare migliori condizioni di lavoro che possano garantire ai figli un futuro migliore e c’è chi fugge da un paese in guerra (spesso dal continente Asiatico), da persecuzioni politiche, religiose o da situazioni di violenza. In questo caso, i profughi possono appellarsi alla Convenzione ONU siglata a Ginevra nel 1951, cui aderiscono 144 paesi incluso il nostro, che prevede la possibilità di fare richiesta di asilo per chiunque si senta in pericolo di vita, ottenendo lo status di rifugiato.

Come i grandi paesi economicamente forti stanno affrontando questa problematica? Con tanta paura, tanto egoismo e tanta ipocrisia.

Dal grafico si può vedere come negli ultimi anni la provenienza dei profughi arriva da paesi in guerra principalmente Siria, Afghanistan e Sud Sudan.


Ma sono consistenti anche i flussi continui di rifugiati somali ed eritrei, che lasciano il corno d’Africa, per l’instabilità della situazione, tra conflitti perenni, come nel caso somalo, e dittature sanguinarie, come quello eritreo. Situazioni molto complicate ci sono anche in Repubblica democratica del Congo e in Repubblica Centrafricana.

Le persone che arrivano in Europa e negli Stati Uniti sono in realtà, al di là della nostra percezione, una ridotta minoranza rispetto ai milioni di persone che si spostano nei paesi vicini. L’85% dei migranti trova rifugio in un paese del Sud limitrofo a quello di partenza.

Il paese che ha accolto più rifugiati, che contano oggi più del 16% della popolazione domestica, è il Libano.

Eppure l’Europa non fa nulla per affrontare in maniera organizzata e concreta l’emergenza. Anzi ha ceduto il passo a quella frangia razzista e xenofoba che attraverso il controllo dei social ha diffuso false notizie e paura.

Oggi con le elezioni del Parlamento Europeo alle porte la situazione si è aggravata, si preferisce lasciare morire tante persone in mare o nei “Campi di concentramento” in Libia.

Non ci sono più tavoli di discussione, ognuno va per conto proprio alla faccia dell’Europa unita. Così facendo l’Europa si sta condannando al disfacimento.

Le destre stanno prendendo il potere ovunque sfruttando questi errori e l’ignoranza diffusa tra i suoi elettori. Italia, Ungheria, Polonia, Olanda, Austria. Tutti Paesi con un passato complicato dove il nazi-fascismo non si è mai sopito.

Sovranismo, populismo, sono solo due vocaboli il cui significato vero è razzismo e totalitarismo. Si fa credere ai popoli di contare qualcosa ma in realtà stanno costruendo sistemi di Governo che non hanno più bisogno del consenso popolare.

Siamo solo all’inizio il futuro non è scritto, ma la strada intrapresa non è quella corretta. E la preoccupazione per un futuro nebuloso e pericoloso ci mette in forte ansia.

Io non sono di destra ma voto i provvedimenti fascisti

Rigidi sulle loro posizioni, decisi a non concedere nulla, convinti di portare il cambiamento nella vita politica. Quando gli si provava ad accennare sulle tendenze di destra del loro partito, convinti rispondevano di non essere fascisti e che mai avrebbero votato provvedimenti in tal senso.

Ecco i miei ex-amici grillini in Parlamento adesso sono alleati dei fascisti ed alla faccia delle loro dichiarazioni, conditi anche da tanto sarcasmo nel senso ” che ne capisci te “, votano il decreto dignità, la legge sicurezza della Lega, la legge sulla diffusione delle armi voluta dal Ministro xenofobo e razzista e la legge di bilancio piena di condoni e prebende clientelari. Partecipa poi alla propaganda razziale contro i più deboli senza batter ciglio.

Uno di questi miei amici mi era molto vicino, ne abbiamo passate tante insieme. Eravamo sul pezzo contro le clientele PD del quartiere, contro la discarica, gli inceneritori e le minacce fasciste di cui sono stato in prima persona coinvolto.

Mi sarei aspettato un impeto di orgoglio, di amor proprio. Non votare quelle schifezze sarebbe stato un messaggio forte verso il suo partito. Invece silenziosamente preme il bottoncino che gli comandano di premere.

E’ notizia di questi giorni che apriranno la discarica nella stessa zona dove dove prima c’era quella di Malagrotta chiusa dal Sindaco Marino del tanto vituperato PD. Anche qui cercavo in lui una reazione un impeto di orgoglio, un puntare i piedi. Ma nulla si da per malato e non partecipa alle riunioni con i cittadini, sparisce dai social, non risponde se non al partito.

Ecco in conclusione le persone da cui devo stare lontano, le persone false che vogliono insegnarti a vivere a comportarti, che ti fanno le paternali, ti accusano, ti strillano dietro che noi sai nulla e non capisci un emerito “cazzo” . Ecco sono queste le persone che voglio il più lontano possibile da me e la mia famiglia.

Ritorno al Medioevo

Il 2018 sta finendo e purtroppo ci sta già facendo vedere cosa sarà il 2019.

Cominciamo dall’inizio. 

Gennaio 2018 entra nel vivo la più lunga e disastrosa campagna elettorale che l’Italia Repubblicana ricordi. Le promesse nei tre schieramenti si susseguono.

Il PD nei sondaggi paga lo scotto di 5 anni con tre governi cambiati, l’alleanza occulta con Forza Italia e l’enorme Ego di Matteo Renzi che trasforma un partito pubblico in un partito personale.

Il M5S raccoglie i risultati delle bugie di Renzi e delle loro, ed approfittando di una disaffezione generale raccoglie sempre più consensi.

I partiti di destra capitanati dal vecchio squalo Berlusconi sembrano non sfondare.

A marzo si vota ed i risultati confermano quello che i sondaggi raccontavano. Il M5S è il partito di maggioranza relativa, il Pd arretra sprofondando sotto il 20%. La Lega diventa il partito di destra più forte.

Con questi numeri il Governo non si potrebbe fare, ma, e lo dico già dal giugno 2017, la Lega ed il M5S si accordano facendolo passare per un contratto di Governo. La realtà e che probabilmente le parti sono mesi che s’incontrano e condividono le idee. Casaleggio tieni i suoi in pugno attraverso un contratto con penali fino a 200.000 euro (ed a fanculo il divieto di vincolo di mandato previsto dalla Carta Costiuzionale) e si fa quello che dice lui. 

A Giugno firmano questo falso contratto, giusto per giustificare l’alleaza ai rispettivi elettorati non molto svegli ed anche molto ignoranti, cresciuti a Bufale e fake news attraverso una catena di siti come tezetze.

Il Primo ministro viene scelto adeguatamente per non contare nulla ed eseguire gli ordini che arrivano dai due veri leader Salvini da una parte e Casaleggio/Grillo dall’altra attraverso l’insignificante On. Di Maio.

Ma il primo vero provvedimento viene promulgato da quest’ultimo che travolto dalla popolarità del leghista si fa approvare il “Decreto Dignità” che senza consultare le parti coinvolte (aziende, sindacati) va ad intaccare il settore del gioco e quello del lavoro. Un Decreto populista che prevedeva più danni che benefici. Ed infatti ad oggi quando scrivo i posti di lavoro persi sono una marea, sia perché i tempi determinati non vengono rinnovati a causa della legge scritta malissimo, sia perché tutto il settore del gioco è colpito in maniera abbastanza rude provocando ulteriori licenziamenti.

Fortunatamente fino ad ottobre non ci sono altri provvedimenti che possano danneggiare l’economia del Paese, ma si susseguono le parole al vento pronunciate attraverso i social del duo Salvini e Di Maio.

E’ a fine anno che arrivano le peggiori notizie. La legge di Bilancio è un disastro, vengono al pettine le bugie dette dal M5S sul reddito di cittadinanza pensioni d’oro e pensioni sociali. Nel frattempo la Lega prende tutto, condono, flat tax, legge sulla sicurezza e Salvini che vola nei sondaggi.

Dall’inizio dell’attività di questo governo gli italiani hanno portato in Svizzera più di 11 miliardi, le aziende in mancanza di investimenti scappano via.

La Decrescita felice propagandata dai grillini che ha praticamente fermato le economie delle città da loro governate (Roma, Torino e Livorno in primis) sta cominciando a dare i frutti negativi anche a livello nazionale. 

Il modello sicurezza propagandato da Salvini sta provocando l’esatto contrario, tante persone senza più una casa ed un lavoro disperate sono potenzialmente pericolose per tutti. Le armi, che lo stesso Salvini ne sta liberalizzando il possesso, peggioreranno la sicurezza in quanto le nostre città potrebbero diventare un FarWest.

Purtroppo a molti italiani tutto ciò piace. Fondamentalmente Razzisti, ipocriti ed ignoranti, gli italiani hanno sempre premuto per l’uomo forte che li comandasse a bacchetta e liberandoli dal peso di decidere per loro.

Da Craxi a Berlusconi passando per Renzi, la ricerca del “dittatore” negli ultimi anni non si è mai fermata. E forse oggi i miei compatrioti hanno finito di cercare.

Salvini onnipresente su tutti i mezzi di informazione e sui social è riuscito in un capillare lavaggio del cervello che nemmeno la potente macchina di fake news della Casaleggio Associati era riuscito a fare.

Il futuro è nebuloso, la luce non si intravede, e giustamente l’Europa si allontana. 

I 100 giorni del primo governo sovranista della breve storia Repubblicana

Il 4 marzo 2018 le lezioni nazionali hanno visto vincere il Movimento cinque stelle con oltre il 30% dei voti e la Lega Nord che passa dall’8% al quasi 20%. Dopo varie manfrine costruite ad hoc per sviare l’attenzione di un accordo Lega Casaleggio già fatto mesi e mesi prima delle elezioni, Mattarella da l’incarico di Governo ai due vincitori (Salvini e Di Maio) che per far finta di essere non legati alla poltrona ma solo agli  interessi della ‘ggente mettono il passacarte Conte alla Presidenza del Consiglio. I due si riservano i Ministeri di poca importanza, l’Interno, lo Sviluppo economico ed il Lavoro.

Siamo ormai arrivati alla fine di settembre, il Governo ha decreto poco. Il Decreto Dignità, nome roboante per un Decreto stupido che ha peggiorato la situazione dei dipendenti a tempo determinato che contano ad oggi oltre 50.000 non rinnovati. Ma che ha peggiorati i conti dello Stato in quanto il Ministro dell’economia ha dovuto depennare dalle entrate previste svariati miliardi provenienti dalla pubblicità sul gioco solo parzialmente coperti dall’aumento del PREU (prelievo erariale sui concessionari del gioco slot e vlt).

Più di 100 giorni dove i nostri eroi Salvini e Di Maio si sono rincorsi sul terreno del populismo con incredibili dichiarazioni-sparate su migranti, vaccini, flat tax, reddito di cittadinanza. Tutto sfruttando i social network ed in TV con interviste ed interventi nei Talk senza contraddittorio con domande preorganizzate e la clake pronta ad urlare ad ogni alzata di voce o di dito.

Indegno lo spettacolo che Di Maio Salvini e Toninelli hanno dato ai funerali di Genova a causa del crollo del ponte Morandi. La clake che applaudiva (organizzata?) e gente che si accalcava a  chiedere selfie alle nuove star italiche.

Adesso tocca prendere le vere decisioni per varare il documento economico-finanziario per i prossimi anni, ma le premesse non sono buone. Salvini deve pagare la tassa con i suoi elettori e Di Maio con le sue clientele.

Salvini propone di diminuire le tasse alle classi più agiate con redditi annui superiori ai 100.000 euro, mentre Di Maio è alle prese del varo del Reddito di Cittadinanza per regalare un pò di soldi pubblici a chi un lavoro non ce l’ha o è a nero.

In entrambi i casi si prevedono abbattimenti di servizi, aumenti di tassazione indiretta, condoni a pioggia per rastrellare più denaro possibile da versare su questi due mastodontici progetti populisti dei due partiti al governo.

Il seguito di questi due partiti insieme ormai supera il 60% negli ultimi sondaggi, e la maggior parte è costituita da persone poco o per nulla informata o addirittura incapace di farlo. Persone che si abbeverano ai siti di questi due partiti che pubblicano una marea di notizie non veritiere o addirittura false.

 

Fra una settimana con la pubblicazione di questa documento potremmo capire meglio dove questo Governo vuole arrivare

 

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