Daily Archives: 29/01/2019

Le migrazioni del nuovo secolo

Stiamo assistendo negli ultimi anni a enormi spostamenti di popolazioni da zone di guerra e da territori economicamente degradati.

Dal continente Africano le rotte sono per lo più economiche, si muovono intere popolazioni per cercare migliori condizioni di lavoro che possano garantire ai figli un futuro migliore e c’è chi fugge da un paese in guerra (spesso dal continente Asiatico), da persecuzioni politiche, religiose o da situazioni di violenza. In questo caso, i profughi possono appellarsi alla Convenzione ONU siglata a Ginevra nel 1951, cui aderiscono 144 paesi incluso il nostro, che prevede la possibilità di fare richiesta di asilo per chiunque si senta in pericolo di vita, ottenendo lo status di rifugiato.

Come i grandi paesi economicamente forti stanno affrontando questa problematica? Con tanta paura, tanto egoismo e tanta ipocrisia.

Dal grafico si può vedere come negli ultimi anni la provenienza dei profughi arriva da paesi in guerra principalmente Siria, Afghanistan e Sud Sudan.


Ma sono consistenti anche i flussi continui di rifugiati somali ed eritrei, che lasciano il corno d’Africa, per l’instabilità della situazione, tra conflitti perenni, come nel caso somalo, e dittature sanguinarie, come quello eritreo. Situazioni molto complicate ci sono anche in Repubblica democratica del Congo e in Repubblica Centrafricana.

Le persone che arrivano in Europa e negli Stati Uniti sono in realtà, al di là della nostra percezione, una ridotta minoranza rispetto ai milioni di persone che si spostano nei paesi vicini. L’85% dei migranti trova rifugio in un paese del Sud limitrofo a quello di partenza.

Il paese che ha accolto più rifugiati, che contano oggi più del 16% della popolazione domestica, è il Libano.

Eppure l’Europa non fa nulla per affrontare in maniera organizzata e concreta l’emergenza. Anzi ha ceduto il passo a quella frangia razzista e xenofoba che attraverso il controllo dei social ha diffuso false notizie e paura.

Oggi con le elezioni del Parlamento Europeo alle porte la situazione si è aggravata, si preferisce lasciare morire tante persone in mare o nei “Campi di concentramento” in Libia.

Non ci sono più tavoli di discussione, ognuno va per conto proprio alla faccia dell’Europa unita. Così facendo l’Europa si sta condannando al disfacimento.

Le destre stanno prendendo il potere ovunque sfruttando questi errori e l’ignoranza diffusa tra i suoi elettori. Italia, Ungheria, Polonia, Olanda, Austria. Tutti Paesi con un passato complicato dove il nazi-fascismo non si è mai sopito.

Sovranismo, populismo, sono solo due vocaboli il cui significato vero è razzismo e totalitarismo. Si fa credere ai popoli di contare qualcosa ma in realtà stanno costruendo sistemi di Governo che non hanno più bisogno del consenso popolare.

Siamo solo all’inizio il futuro non è scritto, ma la strada intrapresa non è quella corretta. E la preoccupazione per un futuro nebuloso e pericoloso ci mette in forte ansia.

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