L’ignoranza e la superficialità ai tempi dei social

L’avvento dei social ha messo in evidenza quanto gli italiani sono ignoranti e superficiali.

Umberto Eco in un’intervista all’Espresso: “La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità”.

Ed ancora: “I social mettono in evidenza la credulità plebea con cui si fa circolare falsa o manchevole informazione”

Chiudeva: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel”

Oggi un partito politico in particolare sfrutta alla grande questa situazione, invadendo i social con i loro sostenitori e diffondendo una marea di falsità.

Sostenuto da un’associazione di Milano, apre sul web tantissimi indirizzi web di news e blog nel quale tratta i più disparati argomenti la maggior parte falsi o non corretti.

Attraverso i social poi diffondono questi articoli con i “webete”, come li chiama Enrico Mentana, che non vogliono o non sanno verificare se la notizia è vera, che contribuiscono a diffonderli creando un fatto dal nulla.

Sempre Umberto Eco: “È l’invasione degli imbecilli, le falsità diventano verità”.

Gestire questa mole di notizie false o mezze verità interpretate per attaccare quello o altro è diventato molto complicato

L’inizio della scuola

Settembre è da sempre contraddistinto con l’inizio delle scuole di ogni ordine e grado e la fine dell’estate. E come ogni anno ci troviamo a dover affrontare problemi vecchi e nuovi.

ricomincia_scuola

Scuole che ricevono una cattiva manutenzione o non la ricevono per nulla, insegnanti che non vengono nominati, mense ed altri servizi scolastici che non iniziano per mancanza di firma su una delibera o perché scaduti i bandi non si è fatto in tempo a rinnovarli.

Ma sempre sono le famiglie a dover intervenire per mettere una pezza a questa cronica disattenzione dello Stato verso i nostri ragazzi.

Il 2016 purtroppo, nonostante i proclami, non è diverso dagli anno che lo hanno preceduto. Le riforme funzionano male e per nulla, e ci si scontra con una sacca di clientelismo che danneggia quello che è l’istituzione più importante per uno Stato Democratico “l’insegnamento delle nuove generazioni”

Anche il “nuovo che avanza” in politica non sembra avere molto a cuore la scuola italiana relegandola agli ultimi posti nei loro campi di azione (a dire il vero campo di azione molto nebuloso e difficile da interpretare).

Speriamo sempre nel futuro, che qualcuno si passi una mano sulla coscienza e capisca che se i nostri figli continuano a crescere ignoranti non potremo più competere con nessuno. Saremmo relegati come nazione del terzo mondo!

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