Populismo e politica

il 21 maggio 2018 potrebbe essere una svolta per l’Italia o il suo disastro.

Le due forze, populiste, intransigenti, intolleranti e antidemocratiche che hanno vinto le elezioni si sono unite per formare un governo.

La lega diretta da Salvini e il Movimento 5 stelle diretto da Casaleggio e Grillo mediante il delegato Di Maio, si sono incontrati più volte per sottoscrivere un contratto (scimmiottando all’italiana l’accordo Tedesco tra la Merkel e Schultz) per segnare su un pezzo di carta ciò che si può o non può fare. Praticamente ciò che il Premier che sarà designato dovrà tenere conto. Un premier burattino di burattini, con il “popolo” ignorante adorante ed acclamante.

Ma partiamo dall’inizio, il Popolo.

Il Popolo viene descritto nella propaganda di queste due forze politiche come una popolazione oppressa, povera, arrabbiata per quello che lo Stato gli ruba.

Diciamo che non tutti se la passano bene, che la crisi si è sentita ed ha colpito i più fragili (pensionati, disabili, ecc…), ma la stragrande maggioranza non sta male come viene descritto. Da Roma in giù la disoccupazione è ufficialmente ai livelli più alti, si laureano meno giovani,  ci sono meno imprese. Però da Roma in giù c’è anche il più alto tasso di nero, di falsi invalidi e di evasione fiscale e contributiva.

Quindi cosa hanno fatto i populisti? Hanno stuzzicato queste persone sobillandole , promettendo che il loro status migliorerà, che al loro reddito e nero o di falso invalido si aggiungerà quello pagato dallo Stato. Prendendo così una marea di voti. Tra il Movimento di Casaleggio e la Lega hanno preso più del 40%.

Ma come hanno fatto a convincerle così facilmente? Possibile che zone politicamente controllate da altri partiti ed “organizzazioni” abbiano cambiato completamente modo di vedere la politica? Forse la risposta è più semplice di quanto possa sembrare. Imbottire le menti del popolo sempre meno informato di false notizie, far credere che la colpa è solo dell’avversario di turno. Che sia il PD, l’Europa, ecc.. Ancora oggi si parla del Governo non eletto dal Popolo, ma questo popolo la Costituzione, che hanno strenuamente difeso nel dicembre 2016, l’ha mai letta? La leggerà mai? No perchè gli basta che che qualcuno gli dica cosa fare per coltivare i propri interessi.

Ed ecco il secondo punto, i Movimenti populisti

La Lega è un movimento nato più di 20 anni fa con un preciso obiettivo “separare il settentrione opulento e ricco dal meridione povero e mantenuto”. Il 4 marzo ha preso tantissimi voti proprio da quel meridione che vuole scacciare dall’Italia, il contratto sottoscritto con i Cinque stelle prevede tutto ciò con due semplici manovre: flat tax per arricchire sempre più chi i redditi li ha già (il nord) e soppressione di tutti gli aiuti al meridione con la scusa che tutte le regioni d’Italia devono avere uguali contributi e possibilità. Come dire ad un malato “ti tolgo i medicinali in quanto devi avere le stesse risorse che ha una persona sana”.

Il movimento 5 stelle nato dai meetup ed aggregati da Casaleggio senior con il fondamentale contributo del comico Grillo, è un partito ma proprietario di un’azienda la Casaleggio Associati. I suoi membri sono scelti da primarie, svolte su una piattaforma non sicura non certificata, da poche centinaia di persone. Questa persone poi arrivano nei posti che contano e sottoscrivono un documento notarile con la stessa Casaleggio Associati che in caso di contrasto con gli ordini del capo vanno via pagando prima una forte penale economica. Ma mentre per la Lega le motivazioni della sua esistenza le conosciamo da 20 anni, per la Casaleggio Associati quali sono? Cosa spinge una piccola azienda informatica ad imbastire un tale meccanismo per entrare nei posti che contano minacciando e ricattando i suoi stessi associati?

Lo vedremo nei prossimi mesi, adesso sono al Governo diretti dal Premier designato il Prof. Conte che dovrebbe essere, nelle menti malate dei leader di questi movimenti, un semplice notaio del contratto sottoscritto.

 

 

 

 

Una riflessione sulla fine del Regno di Napoli

Le elezioni politiche del 4 marzo hanno dato modo, se ci fosse stato ancora bisogno, di evidenziare la grande spaccatura del nostro Paese che proprio ieri (17/3/2018) ha festeggiato l’Unità d’Italia voluta dai Savoia.

Ma cosa permise ad eserciti di calare nel Nostro Meridione ricco potente e pacifico e ridurlo a discarica alla periferia del mondo, povero impotente e sottomesso.

Nessun esercito avrebbe potuto entrare a casa Nostra senza il Nostro consenso.

Se la MASSONERIA d’oltre manica poté organizzare dei mercenari per sondare il terreno senza avvertirne il contraccolpo, adottando divise rosse non riconducibili a nessuno stato;

Se fu possibile pagare un mercenario (Giuseppe Garibaldi di ritorno dalle americhe) e fargli trovare i NOSTRI CONFINI SPALANCATI e senza difese;

Se fu possibile ordinare al TERZO ESERCITO del MONDO, il Nostro, di indietreggiare di fronte a 4 o mille fuciletti;

Se fu possibile saccheggiare, decapitare, stuprare e smembrare chi difendeva la propria Patria invasa;

Se fu possibile deportare migliaia e migliaia di soldati e civili a Fenestrelle in Piemonte o a San Maurizio Canavese da cui nessuno fece più ritorno e contro ogni legge militare;

Se fu possibile organizzare la criminalità istituzionalizzandola negli apparati di polizia del nuovo stato nascente;

Se fu possibile introdurre la Legge Pica che prevedeva la fucilazione di chiunque e senza processo;

Se fu possibile smantellare le Nostre industrie e portarle tutte al nord dello stivale fucilando gli operai di Castellammare di Stabia che vi si opponevano;

Se fu possibile offrire ad un MASSONE come Bombrini Carlo il primo governo della Banca d’Italia che si espresse, nel fissare le linee guida del nuovo corso con queste agghiaccianti parole :
《 bisogna mettere i meridionali nelle condizioni di NON intraprendere MAI PIÙ 》

Se fu possibile fucilare una bambina di 9 anni con accuse di “brigantaggio”;

Se fu possibile capovolgere la verità chiamando “briganti” quelli che difendevano la propria Patria invasa ed “eroi” i mascalzoni criminali che la assalirono;

Se fu possibile incendiare paesi interi con gli abitanti dentro nel cuore della notte al solo scopo di intimidire ogni reazione contro gli invasori….lasciando alla truppaglia libero stupro e libero saccheggio ;

Se fu possibile tanto orrore dal 1860 fino agli Eroi del Nostro tempo come Falcone e Borsellino lungo una nauseante scia ininterrotta di sangue garantita da impunità e depistaggi di stato;

Se è possibile ancora oggi che le agghiaccianti parole del MASSONE Bombrini Carlo, si trasformino in terre dei fuochi e mafie che impediscono la normale vita sociale ed imprenditoriale;

La causa è sicuramente del più grande GOLPE internazionale che la Storia ricordi.

Ma questo GOLPE a Nostro danno non avrebbe mai prodotto i suoi frutti se non avesse trovato alcuni, pochi, ma decisivi TRADITORI tra di noi.

Gente nata sulla Nostra stessa Terra che si rese disponibile a intascare 30 denari e personali vantaggi per venderci tutti alle tragedie qui sopra elencate e a tante altre non elencabili.

Comprarono un paio di generali e ammiragli per sottomettere un intero Regno ricco potente pacifico ed il più antico d’Europa.

Un pugno di TRADITORI chiamateli mafiosi, camorristi o come vi pare, che parlando la Nostra stessa lingua ha permesso questo orrore dalla invasione fino alla Terra dei fuochi.

Questo MEA CULPA dobbiamo farlo perché è li che i nemici hanno lavorato per distruggerci e trasformare in ultimi della terra Noi che ne eravamo Primi e faro per tutti.

Da questa tragedia i cui costi sono ricaduti su tutti Noi per generazioni e generazioni, abbiamo una lezione da imparare e dobbiamo assolutamente impararla : la furbizia del TRADITORE non paga.

Da quel dí perdemmo vite, ricchezze, potenza, autorevolezza, dignità, persino la memoria ci rubarono per impedirci di capire cosa realmente ci accadde e quindi di riemergere.

Un lavaggio del cervello con le penne di illustri scrittori e prifessoronu per tenerci al palo senza capire.

I veri nemici non li vediamo neppure, mascherati come sono dietro la maschera dei prestanome dello stato sabaudo prima e di questo repubblicano ora.

Tutto è stata conseguenza di un TRADIMENTO ed un MEA CULPA deve accompagnarci da ora e per sempre , solo così potremo distinguere chi tradisce e chi no e vaccinarci contro i metodi usati per farci sottomettere.

Le colpe dei singoli e della MASSONERIA d’oltre manica che li ha orchestrati, rimangono tali e gravi ma sarebbero scivolate via se non avessero incontrato gente nata sulla Nostra stessa Terra disposta ad intascare cifre esorbitanti a danno di tutti gli altri….dal 1860 a Falcone e Borsellino fino alla terra dei fuochi .

Quelle teste decapitate sono morte per difendere anche quei delinquenti che li hanno TRADITI e stanno li a reclamare Verità da ciascuno di Noi.

E se la lezione che viviamo sulla pelle ancora oggi, non capiamo dove ha origine, ci condanneremo a non uscire mai e poi mai da questa condanna per altre generazioni ancora perché ai TRADITORI di ieri si aggiungeranno i TRADITORI di oggi, quelli che hanno votato e votano Lega Lombarda, quelli che votano e voteranno M5S per continuare lo stato di ruberie e assistenzialismo che oggi è il Meridione d’Italia e d’Europa.

 

L’olocausto – non “dobbiamo dimenticare”

Nel 2018 a distanza di cento anni della prima grande guerra del secolo scorso, sta vedendo il risorgere prepotente di rigurgiti fascio-nazisti che con la scusa di stare dalla parte del popolo stanno trasformando i luoghi dove viviamo. Sfruttando un misto di stupidità ed ignoranza fanno proseliti aumentando il pericolo di un ritorno fascista.

Milioni di morti civili e militari, il tentativo quasi riuscito di cancellare un’intera popolazione (quella ebrea) dalla faccia della terra, la libertà negata, la violenza, l’intolleranza. Ecco è tutto questo che dobbiamo far ricordare alle nuove generazioni che quel periodo non lo hanno vissuto nemmeno nei racconti.

Questa galleria di foto vuole fare proprio questo, ripercorrere attraverso le immagini le crudeltà che ogni giorno c’è il pericolo di rivedere.

 

Per non dimenticare – L’olocausto

Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera

Alla fine sembra siano passati cinque minuti, non quarantacinque. Eppure la telecamera è sempre stata fissa sul volto dell’ intervistato. Non ci sono immagini di repertorio. L’ intervistatore, Walter Veltroni, non si vede mai. Si sentono solo le domande e, in risposta, la voce di un uomo di 87 anni, resa ancora più affascinante da un accento vagamente straniero, che racconta la propria storia di sopravvissuto.

sami modianoSAMI MODIANO

Sami Modiano fu portato via da Rodi quand’ era poco più che bambino. La madre era morta da un anno, «e ringrazio il Padreterno che se la sia presa prima, senza farle soffrire quel che abbiamo sofferto noi». Il padre lo catturarono con l’ inganno: «I capifamiglia furono chiamati a presentarsi al Kommandatur il 18 luglio.

Non tornarono a casa. Il giorno dopo toccò a noi figli. Avevo una sorella bellissima, Lucia, di sedici anni, con i capelli lunghi. Mi faceva un po’ da mamma. Dopo un mese di lager – magra, il pigiama a righe, il cranio rasato – non la riconoscevo più». Il viaggio avviene prima su navi-bestiame, ancora sporche di escrementi – «ci fecero capire subito che ci consideravamo come animali, come cose» -, poi in treno.

Arrivati a Birkenau, uomini e donne vengono separati. Il padre tenta di difendere la figlia e viene massacrato di botte: «Una cosa che non potrò mai dimenticare. Tutto davanti a questi occhi» dice Modiano, in quello che diventa il refrain e il titolo del suo straordinario racconto. Con la sorella si vedono ogni notte, separati dal reticolato.

sami modiano e walter veltroniSAMI MODIANO E WALTER VELTRONI

Una sera lui le porta in dono una fetta di pane, avvolta in un panno; lei gli restituisce l’ involto con due fette di pane; aveva avuto la stessa idea, «anche nel campo di sterminio continuava a farmi da madre». Quando però Lucia smette di venire, Sami intuisce che per lei è finita.

Il dolore è insopportabile: il padre decide di presentarsi all’ ambulatorio, cioè di andare nella camere a gas. Sami si inginocchia per ricevere la benedizione, il papà gli impone le mani sul capo, poi punta il dito e dice: «Tu ce la devi fare».

giorno memoria massaGIORNO MEMORIA MASSA

E Sami ce la farà, pur arrivando a pesare ventitré chili, ridotto a uno scheletro, salvato prima da altri prigionieri che lo gettano tra i cadaveri per evitargli il colpo di grazia dei nazisti in fuga, poi da una dottoressa russa. «Per tutta la vita mi sono chiesto – conclude Modiano – perché proprio io sono sopravvissuto. Da undici anni a questa parte ho trovato la risposta: per raccontare.

Ho giurato che fino a quando Dio mi darà la forza di farlo non smetterò di raccontare la mia storia ai ragazzi.

Sono felice di quello che sto facendo e i ragazzi hanno bisogno di me. Devono sapere. Quando io non ci sarò più ci saranno loro». Gli applausi e le lacrime di centinaia di ragazzi, all’ anteprima davanti al presidente Mattarella, hanno confermato che la sofferenza di Sami Modiano non è stata vana.

sami modiano 2SAMI MODIANO 2

L’amicizia

L’amicizia. Esiste ancora questo sentimento?
Per capire se sei un buon amico ho, viceversa, sei hai buoni amici leggi queste semplici regole.
Mantieni le tue promesse. Non fare mai una promessa se non la puoi mantenere e, soprattutto, non farne un’abitudine. Se, poco prima di un appuntamento con un amico, incappi in un imprevisto legittimo, spiega la situazione con sincerità e confida nella forza della vostra amicizia: sicuramente un “no” sarà accettato come se fosse un “sì”. Nessuno è perfetto ed è accettabile se, per una volta, non riesci a mantenere una promessa, ma evita di farlo spesso.
  • Quando fai una promessa seria, guarda negli occhi il tuo amico e parla molto lentamente; in questo modo il tuo amico capirà che parli sul serio e non che lo affermi tanto per dire qualcosa.

Sii affidabile. È uno degli aspetti fondamentali dell’essere un buon amico. Nessuno vorrebbe una persona falsa come amico; è difficile fidarsi di chi non è onesto e non mantiene le proprie promesse. Tutti conosciamo quel tipo di persone che dicono “Ok, lo farò” ma poi non fanno niente. Se sei una di queste, sappi che perderai la fiducia dei tuoi amici, che non crederanno più alle tue parole.

  • Non fare promesse se sai già che non potrai mantenerle. Sii onesto e parlane con il tuo amico, spiegandogli che non sei sicuro di potercela fare.
  • I tuoi amici dovrebbero sempre poter contare su di te, anche quando la situazione è difficile. Se sei presente solo nei bei momenti, non sarai mai un vero amico.
Chiedi scusa quando agisci in maniera non corretta. Se vuoi che i tuoi amici si fidino di te, non comportarti come se fossi perfetto. Se hai commesso un errore, confessalo, invece di mentire; anche se i tuoi amici non saranno contenti del tuo errore, ti apprezzeranno per aver dimostrato maturità ammettendo le tue colpe invece di mentire incolpando altri.
  • Quando chiedi scusa, devi pensarlo veramente. I tuoi amici devono avvertire la sincerità nella tua voce, altrimenti potrebbero pensare che non t’importi dei loro sentimenti.

Non manipolare le persone. Se un amico pensa che tu lo stia usando, allora ti mollerà immediatamente, come quando si lascia cadere una patata bollente. La vera amicizia non nasce dalla speranza di entrare in una cerchia di persone o di sfruttare la popolarità di qualcuno. Se provi a essere amico di qualcuno solo per entrare in un determinato gruppo o perché vorresti conoscere un’altra persona, non si tratta di amicizia, ma di opportunismo e alla fine ti pentirai della natura superficiale del tuo coinvolgimento.

Immagine titolata Be a Good Friend Step 6
Sii leale. Se il tuo amico ti rivela qualcosa in confidenza, rispetta la sua riservatezza e non farne parola con nessuno; è quello che vorresti anche tu. Non parlare del tuo amico alle sue spalle e non diffondere notizie sulla confidenza che ti ha fatto. Non fare mai pettegolezzi sugli amici e non tradirli mai! Evita di affermare qualcosa su un amico che non gli diresti anche di persona. Sii leale verso i tuoi amici e preparati a difenderli se qualcuno che conosci parla male di loro.
  • Essere leale significa anche rendersi conto del valore di un’amicizia duratura; non buttarla via per passare tutto il tuo tempo con il tuo nuovo partner o con qualcuno che hai appena conosciuto.
  • Se hai la reputazione di una persona che non sa mantenere i segreti, i tuoi amici avranno qualche difficoltà nel confidarsi e non vorranno più passare tanto tempo con te.
  • Non lasciare che gli altri parlino male del tuo amico. Finché non hai avuto l’occasione di sentire la versione del tuo amico, considera i commenti negativi come voci di corridoio e pettegolezzi. Se ti viene riferito qualcosa di poco attendibile sul tuo amico, allora rispondi: “Lo conosco, e non mi sembra possibile. Lascia che gli parli e senta il suo punto di vista. Se è vero, te lo farò sapere. Fino a quel momento, gradirei che non spargessi questa voce, perché potrebbe essere falsa!”

Aiuta i tuoi amici ad affrontare i loro problemi. Per riuscire ad aiutarli, devi essere presente nel momento del bisogno. Se avverti che il tuo amico si sta cacciando in guai che non può controllare, aiutalo ad allontanarsi dalla situazione.

  • Non pensare che sia abbastanza grande da badare a se stesso: potrebbe essere l’occasione in cui la voce della tua ragione è necessaria per risvegliarlo dal suo stato di confusione. Se c’è un problema, parlane; non importa quanto sia imbarazzante.
  • Fai capire al tuo amico che avrà sempre una spalla su cui piangere durante un periodo difficile; se si sentirà meno solo, sarà più facile per lui uscire dai guai.
  • Se il tuo amico vuole solo parlare dei suoi problemi, all’inizio può andare bene, ma cerca anche di aiutarlo a trovare una soluzione pratica.

Impara a perdonare. Se vuoi che la vostra amicizia duri, sii pronto a perdonare il tuo amico e andare avanti. Se porti rancore e lasci che il risentimento e l’amarezza prendano il sopravvento, non sarai in grado di andare avanti. Ricordati che nessuno è perfetto e, se il tuo amico è davvero pentito e non ha fatto qualcosa di orribile, dovresti essere in grado di perdonarlo.

  • Se il tuo amico ha fatto qualcosa di davvero grave e imperdonabile, allora è meglio lasciar perdere, invece di cercare di salvare un’amicizia che ormai non avrebbe più motivo di esistere. Questo, comunque, dovrebbe accadere molto raramente.
  • Se sei arrabbiato con il tuo amico, ma non gli hai detto il perché, non sarai mai in grado di perdonarlo; prima dovete parlarne.
Immagine titolata Be a Good Friend Step 15
Accetta il tuo amico per ciò che è. Per far durare la vostra amicizia, non dovrai mai cercare di cambiare il tuo amico o di imporgli le tue convinzioni. Se avete ideali politici diversi, accettalo, invece di litigare ogni giorno per le stesse cose. Dovresti essere contento delle nuove prospettive che ti offre, invece di volergli imporre le tue a tutti i costi.
  • Più passi del tempo con un’altra persona, meno la idealizzi e, quindi, impari meglio ad accettarla per com’è fatta. Infatti, dimostrarsi un buon amico è tenere all’altra persona nonostante i suoi difetti.

La teoria del complotto per nascondere le proprie incapacità

Abbiamo virato verso un Italia vittimista, arrabbiata, ma sopratutto PRESUNTUOSA. Ormai nessuno  ammette le proprie colpe, è sempre colpa di qualcun’altro.

Il caso Roma che sto vivendo da molto vicino ne è il più lampante esempio. Dopo anni di scadenti amministrazioni ne è arrivata una eletta per cambiare in meglio la via romana. Ma purtroppo dopo 20 mesi abbiamo tutti capito che siamo caduti dalla padella nella brace.

Il ridicolo caso di “Spelacchio” l’albero di Natale arrivato morto e senza foglie ne è il lampante esempio. Spesi 50.000 euro senza controllo di qualità, per un albero sradicato dalla sua terra madre (non si poteva usare un albero finto, che ambientalisti del cavolo sono?)

A Massimina nella periferia ovest di Roma è stato chiuso un nido comunale funzionante con uno avveniristico ma probabilmente collaudato con molta superficialità. Con l’arrivo del’inverno la caldaia è saltata e non c’è verso di farla funzionare. Ma l’amministrazione accusa altri, non si prende le proprie responsabilità, e si fa avanti la teoria del complotto.

Di seguito uno dei commenti seguito dai vari hai ragione:

quel che accade al “nido massimina” rassomiglia molto ai cassonetti dati alle fiamme e prontamente rimpiazzati il giorno dopo. Dopo poche ore di nuovo bruciati. Analogo discorso con i rifiuti per le strade di Roma, laddove AMA prontamente interviene e il giorno dopo stessa situazione di estremo degrado. A pensar male si fa peccato ma spesso s’indovina.

Praticamente il PD manda un nanetto ogni notte a danneggiare la caldaia…..
La serietà sta sparendo ed anche quei pochi che lavorano tanto sacrificando tutto il loro tempo libero stanno mollando la presa.
La violenza sia verbale che fisica la fa da padrona, e non riusciamo più a trovare soluzioni a nessun problema

Job Act ed art. 18, l’immenso danno fatto del governo Renzi ai lavoratori

Il Job Act ha praticamente annullato il potere dei lavoratori nelle contrattazioni. Il lavoratore è una pedina da spostare di qua di la o addirittura togliere da una scacchiera, quella del lavoro, in cui non ha più nessun potere.

I casi di Ikea che licenzia i dipendenti per semplici ritardi causati dalla gestione familiare, nello specifico i figli, o di Amazon che dopo lo sciopero del Black Friday dei suoi operatori ha deciso di non incontrare più i sindacati, sono solo la punta di un iceberg che vede il mondo del lavoro soggiogato agli interessi delle aziende, alle loro speculazioni e, spesso, al loro arricchimento senza distribuzione a chi questo arricchimento ha contribuito ad innescare.

E di queste ore il caso di FCA (l’ex FIAT) che si rimangia promesse su promesse ed invia ai lavoratori il licenziamento a mezzo SMS ed il giorno prima della scadenza contrattuale.

Purtroppo non sarà l’unico, il job act ha cancellato l’art. 18 togliendo l’ultimo baluardo di tutela a quei lavoratori non vittima di esodi, esternalizzazioni, e trasferimenti coatti.

Siamo tornati al medioevo, un periodo molto buio dove i ricchi si arricchivano sempre di più ed i poveri soccombevano.

GRAZIE RENZIE hai dato il colpo di grazia ad un sistema già scardinato da Berlusconi ed i suoi sodali, deturpato da Monti e poi definitivamente affossato.

Foto Roberto Monaldo / LaPresse
Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: