Referendum parte 2

So che nessuno leggerà tra i votanti SI, preferiscono l’ignoranza che tentare di ragionare sulle conseguenze populistiche di questo scempio. Ma io ci provo lo stesso. #IOVOTONO

1) L’onere dell’argomentazione, nel caso dei referendum costituzionali, spetta a chi promuove la riforma. E in questo caso non ci sono argomentazioni, se non una generica ostilità verso il parlamento titpica di un regime. Molti voteranno pensando soltanto alle ricadute politiche sul governo (la vittoria del No metterebbe in difficoltà i Cinque stelle), o al risparmio che non c’è.

2) Se vince il Sì, nel breve periodo le camere rischieranno di essere paralizzate: servirà una nuova legge elettorale, nuovi collegi, nuovi regolamenti parlamentari. Neppure i promotori della riforma hanno mai spiegato da dove arriverebbe la maggiore efficienza. E i tagli di 100 milioni all’anno sono irrisori, soltanto l’ultimo salvataggio di Alitalia vale trent’anni di risparmi sul costo delle camere.

3) La nostra democrazia rappresentativa, costruita faticosamente sulle macerie del fascismo e della guerra, si regge sui rappresentanti e sulla partecipazione “informata” dei rappresentati, cioè noi elettori.

4) Nei dossier di documentazione della Camera e quelli presenti sul sito del ministero non c’è nulla sulla capacità di un parlamento più piccolo di essere maggiormente rappresentativo. E solo un certo provincialismo porta a comparare le camere ridotte con il Congresso degli Stati Uniti (435 deputati e 100 senatori), che è il parlamento di uno stato federale in una repubblica presidenziale, quindi non c’entra nulla con quello italiano.

5) ll governo e le forze politiche che hanno sostenuto la riforma, in primis Cinque stelle e Lega, non hanno alcun vero argomento a sostegno del taglio dei parlamentari. Bastava tagliare gli aiuti ad Alitalia, quota 100 e reddito di cittadinanza per vedere quintuplicato l’effetto risparmio.

6) I nuovi Parlamentari saranno scelti dai segretari di partito (o più o meno a caso, tra i Cinque stelle) invece che dagli elettori non garantendo quella competenza che i fautori del SI vanno sbandierando, anzi saranno eletti tutti signor si che mineranno l’autorità del Parlamento stesso.

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