Salerno

Subito dopo la seconda guerra mondiale Salerno aveva uno sviluppo urbanistico limitato ad 80.000 abitanti: la città era compresa tra l’area del suo vecchio porto e la foce del fiume Irno ed era corollata dai numerosi borghi collinari delle zone di Fratte, Ogliara e Giovi.

Dai primi anni cinquanta iniziò un periodo di sviluppo economico-sociale, che si manifestò nella nuova area industriale di San Leonardo e finanche in gare automobilistiche di fama internazionale (come il “Gran Premio di Salerno”).

Alla fine del periodo del boom economico, nei primi anni settanta, il capoluogo contava quasi 160.000 abitanti: in pratica aveva raddoppiato la sua popolazione. Da allora iniziò un periodo di relativo stallo nella crescita di Salerno, che da quegli anni ha visto diminuire la sua popolazione per il trasferimento di molti cittadini nei comuni limitrofi.

A partire dalla seconda metà degli anni novanta, la città ha iniziato una serie di politiche volte a migliorare la vivibilità, il decoro urbano e proiettare, soprattutto a livello turistico, Salerno a livello nazionale e internazionale.

Il 7 gennaio 2012, nel consueto appuntamento della Festa Tricolore a Reggio nell’Emilia, la città di Salerno ha ricevuto, durante le manifestazioni conclusive del centocinquantenario dell’unità nazionale, una copia del primo tricolore a ricordo del ruolo di capitale svolto dalla città al termine dell’ultimo conflitto mondiale.

Molte sono state le iniziative messe in campo a tale scopo quali le grandi opere di architettura contemporanea (come la Stazione marittima, il Marina d’Arechi, la Cittadella Giudiziaria, ecc..) a firma dei più grandi architetti internazionali, lo sviluppo della lirica e la cultura con la grande programmazione del Teatro Verdi, gli importanti risultati nel campo delle politiche sociali, gli asili nido ed il trattamento dei rifiuti e la raccolta differenziata spinta, che hanno portato la città agli onori delle cronache.